Archivio della Categoria 'Nel mondo'

Russia. Forze speciali contro immigrati clandestini

Mercoledì, 22 Novembre, 2006

Nel 2007 la Russia mettera’ in campo un nuovo, piccolo esercito, per combattere le sempre piu’ numerose truppe di lavoratori stranieri clandestini. Un mondo sommerso che oscilla tra i dieci e i quindici milioni di persone, quasi un decimo della popolazione.
L’annuncio, come riportano oggi vari quotidiani, e’ stato dato dal vice capo del servizio federale per l’immigrazione, Viaceslas Postavkin. ‘Il prossimo anno - ha spiegato al quotidiano Kommersant - avremo le nostre ’spetsnaz’ (truppe speciali, ndr), da dieci a venti mila uomini, che si occuperanno esclusivamente di combattere il fenomeno della manodopera clandestina, con controlli a tappeto nei settori commerciale ed edilizio. Abbiamo gia’ pensato anche alle divise’. Postavkin ha inoltre precisato che la nuova struttura sara’ istituita con decreto del presidente russo Vladimir Putin e che sara’ indipendente dal ministero degli interni, a cui ora e’ subordinato. Attualmente i controlli sui clandestini sono affidati alla polizia comune, quella che staziona spesso davanti o dentro le stazioni della metropolitana, ma, sottolinea Postavkin, ‘non e’ il suo compito principale e quindi i risultati non sono lusinghieri’.
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HIV+? Non entri in Usa

Mercoledì, 22 Novembre, 2006

Leggiamo su Delta, rivista di informazione sull’HIV, che le persone malate di HIV non sono ammesse negli Stati Uniti, neanche per turismo. Scrive il mensile che in aeroporto, una volta atterrati sul suolo Usa, viene distribuita una scheda ove la persona deve dichiarare se è affetta da malattie contagiose. […]
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Olanda vieta il burqa

Sabato, 18 Novembre, 2006

Proposta di sapore elettorale a 5 giorni dalle legislative

AMSTERDAM. «Una grossa legge per un problema piccolo»: così un leader musulmano in Olanda stigmatizza la proposta rivelata ieri dal governo di Jan Peter Balkenende, che vuole proibire il burqa per motivi di sicurezza. Problema piccolo, dice Ayhan Tonca, perché a suo parere in Olanda saranno forse una trentina di donne e non di più a portare il burqa, cioè l’abito che copre non solo il capo ma l’intero corpo e il viso, lasciando solo una fessura per gli occhi.

La notizia è piombata come un sasso fra le polemiche sul velo che agitano non solo nei paesi occidentali ma anche quelli islamici. La legge infatti sarebbe la prima di questo tipo in Europa anche se numerosi ministri e premier (anche Romano Prodi) si sono espressi contro l’uso del velo che copre anche la faccia. Il condizionale però è d’obbligo: il governo Balkenende ha tirato fuori dal cilindro la legge anti burqa dopo la sua ultima riunione di gabinetto, a meno di una settimana dalle legislative di mercoledì.
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Usa. Le politiche restrittive sull’immigrazione pregiudicano lo sviluppo hi-tech

Venerdì, 27 Ottobre, 2006

Azim Premji, presidente di Wipro, gruppo indiano di outsourcing, ritiene che gli Stati Uniti debbano fronteggiare una carenza di abilità nel settore tecnologico superiore a quella dell’India. La causa sarebbe da ricercare nelle lacune del sistema didattico e in una politica sull’immigrazione restrittiva.
Secondo il presidente di Wipro, gli Stati Uniti non fanno abbastanza per attirare professori di matematica e scienze e non spingono gli studenti verso queste materie. “La matematica non è considerata importante nelle scuole e gli studenti non ottengono premi se si laureano in ingegneria”, ha dichiarto Premji al Financial Times. Negli Stati Uniti, i laureati in ingegneria sono circa 70.000 ogni anno, contro i 400.000 dell’India.
A limitare l’aumento di esperti di informatica sarebbero, secondo Premji, anche le politiche restrittive sull’immigrazione degli Stati Uniti, che prevede l’ingresso di un minor numero di studenti e professionisti. Questo renderebbe difficile per le società di outsourcing fornire servizi ai clienti sul territorio statunitense.
I commenti di Premji sono sulla stessa linea delle preoccupazioni espresse in passato da aziende come Microsoft, General Electric, Google e Intel, che avevano sollecitato Washington a prendere provvedimenti per limitare il calo del numero di esperti del settore informatico. Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha più volte espresso preoccupazione per il calo di interesse per le materie legate alla tecnologia nelle università americane.
Fonte aduc.it

Usa. Arizona. Contro voto immigrati clandestini, nuovo obbligo di documento con foto per votare

Domenica, 22 Ottobre, 2006

In Arizona gli elettori dovranno mostrare un documento con foto per poter votare. Una controversa legge approvata dallo stato ha ricevuto oggi luce verde dalla Corte Suprema dell’Arizona dopo essere stata bloccata pochi giorni fa dalla Corte d’Appello.
La legge mira a impedire agli immigrati illegali, una forte presenza in uno stato di confine col Messico come l’Arizona, di votare.
In gran parte degli stati americani chi si presenta alle urne deve solo mostrare una bolletta o un rendiconto bancario, dove figurano nome e indirizzo, per avere accesso al voto.
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Russia - Non cala la tensione con la Georgia Espulsi da Mosca 200 immigrati

Sabato, 7 Ottobre, 2006

Non si allenta la crisi diplomatica tra Russia e Tibilisi dopo che, la scorsa settimana, la Georgia ha arrestato e poi rilasciato quattro ufficiali russi accusati di spionaggio militare. Circa 200 georgiani sono stati imbarcati su un volo speciale a Mosca dopo che le autorità russe ne hanno decretato l’espulsione e il rimpatrio immediato in Georgia, in base alle leggi sull’immigrazione. Ieri la polizia moscovita ha chiesto a tutti gli istituti scolastici della capitale russa la lista degli allievi di nazionalità georgiana, allo scopo di individuare altri immigrati clandestini. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavro ha detto che la Russia privilegia la «via diplomatica» per risolvere la controversia con la Georgia. Il capo della diplomazia russa, dove aver usato parole distensive, è però tornato ad accusare Tbilisi di mettere in atto una «politica anti-russa».
Fonte iltempo.it

Bush vara fondi per recinsione a confine Messico

Giovedì, 5 Ottobre, 2006

George W. Bush ha firmato e dunque promulgato oggi un disegno di legge che stanzia 1,2 milioni di dollari per la costruzione di centinaia di chilometri di recinzione alla frontiera con il Messico, destinata a fermare il flusso di clandestini che passano da un Paese all’altro: una misura avversata dalle autorita’ messicane, secondo cui la nuova barriera anti-immigrazione illegale “danneggera’” i rapporti bilaterali, ma che la maggioranza repubblicana voleva realizzare a tutti i costi prima delle cruciali elezioni di medio termine in programma fra poco piu’ di un mese, il 7 novembre. Lo stesso presidente americano ha commentato il provvedimento, che grazie alla sua firma potra’ entrare in vigore, durante una cerimonia ufficiale in Arizona: a suo giudizio la maxi-recinzione, attrezzata con telecamere a raggi infrarossi, apparecchiature radar e veicoli per il posizionamento di reti mobili, modernizzera’ la sicurezza lungo il confine di Stato. Il capo della Casa Bianca avrebbe peraltro preferito varare un programma piu’ articolato che, oltre alle misure di contenimento, prevedesse anche norme per la legalizzazione di una parte degli immigrati clandestini, autorizzandoli a lavorare legalmente in territorio Usa.
Fonte repubblica.it

Torna la rabbia. A Bruxelles due notti di violenze tra immigrati e polizia, come nelle banlieues francesi

Giovedì, 28 Settembre, 2006

di Alessandro Ursic
Centinaia di giovani in rivolta contro la polizia, con decine di arrestati. Vetri rotti e automobili bruciate, in un quartiere abitato in prevalenza da giovani immigrati. E tutto è iniziato dalla morte sospetta di uno di questi. Lo scenario sembra quello delle banlieues parigine in fiamme, nell’autunno scorso. Ma stavolta è accaduto a Bruxelles, e non è detto che la situazione sia già tornata sotto controllo. Così la capitale belga e dell’Europa unita, che già era stata toccata da una mini-rivolta delle banlieues nello stesso periodo di quelle francesi, torna ad affrontare problemi che sembravano risolti.
Morte sospetta. Tutto è iniziato dopo la morte in carcere di Faysal Chaaban, un 25enne marocchino con vari precedenti per furto. Il giovane era detenuto dal 16 settembre nella prigione di Vorst, con l’accusa di aver rubato ancora. Secondo la ricostruzione, Faysal si era ribellato alla sua detenzione, e aveva passato anche un periodo in isolamento. Sabato, un medico gli aveva iniettato una sostanza calmante, e il giorno dopo un’altra ancora. Ma qualche ora più tardi il giovane è morto, per cause ancora misteriose. Il tempo che si spargesse la voce, e la rivolta è cominciata.
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Elezioni in Repubblica Democratica del Congo

Mercoledì, 27 Settembre, 2006

Il 29 ottobre prossimo ci sarà la seconda tornata elettorale nella Repubblica Democratica del Congo. Si procederà al ballottaggio per le presidenziali e alla elezione dei Consigli delle Province (le nostre Regioni).

Si tratterà di un passaggio particolarmente delicato, anche perché la spinta ideale e la maturità politica espressa dalla popolazione nella prima tornata elettorale non sempre trovano un adeguato riscontro in chi
dovrebbe gestire il potere. Soprattutto a Kinshasa ci sono turbolenze che potrebbero minacciare tutto il processo in atto per la democrazia e la pace, fortemente voluto dal popolo congolese.
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Cina. Human Rights Watch: a figli di immigrati si nega istruzione

Martedì, 26 Settembre, 2006

Le autorita’ municipali di Pechino hanno chiuso nelle ultime due settimane piu’ di 50 scuole per figli di lavoratori immigrati da altre province della Cina. A denunciarlo e’ Human Rights Watch.
Secondo l’organizzazione umanitaria, questi provvedimenti fanno parte di una campagna che punta a chiudere tutte le scuole per immigrati non registrate entro la fine di settembre: un obiettivo che qualora raggiunto priverebbe migliaia di bambini di qualsiasi accesso all’istruzione, in spregio a diverse norme municipali sulla scuola dell’obbligo.
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Usa - Al via il muro anti-immigrazione al confine con il Messico

Martedì, 26 Settembre, 2006

Continuano le manifestazioni per la regolarizzazione dei migranti e contro il Muro.
Alla guerra al terrore gli Stati Uniti ne accompagnano un’altra, sempre in difesa della cosiddetta “sicurezza nazionale”, quella contro l’immigrazione illegale. Contro i cittadini centro e sud americani che cercano di raggiungere gli Usa attraverso la frontiera messicana, in fuga da fame e miseria, provocate dalle stesse politiche che da sempre fanno del sud del continente il backyard statunitense.

di di Gloria Bertasi
Dopo gli oceanici cortei della scorsa primavera, il movimento dei latinos che chiede la regolarizzazione per i 12 milioni di lavoratori irregolari e la naturalizzazione per quanti vivono negli Usa, non si è fermato.
Organizzato a livello di rete comunitaria in tutto il territorio americano, questo nuovo raggruppamento per i diritti civili è tornato nelle strade di San Francisco i primi giorni di settembre. Mentre durante l’estate, si è riunito a Washington Dc per un laboratorio seminariale con lo scopo decidere come proseguire la campagna contro la proposta di legge repubblicana, la Hr 4437.
In contemporanea attivisti statunitensi hanno attraversato il deserto dell’Arizona contro i mille chilometri di muro, approvato definitivamente due settimane fa dal Senato di Washington. Durante la carovana sono state raccolte le storie di molti migranti messicani.
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Raddoppia numero morti a frontiera Usa-Messico

Sabato, 16 Settembre, 2006

WASHINGTON (Reuters) - Il numero di migranti clandestini morti mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti è almeno raddoppiato dalla fine degli anni 90, secondo un rapporto dell’ufficio investigativo del Parlamento Usa.

La maggior parte delle vittime si registrano in Arizona, perché l’aumento delle misure di sicurezza di confine nelle aree urbane di California e Texas ha costretto i migranti a intraprendere una rotta più pericolosa, che passa attraverso il deserto dell’Arizona, secondo lo studio del General Accounting Office (Gao).
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Nuovo voto su muro anti-immigrati, per Messico è “deplorevole”

Sabato, 16 Settembre, 2006

“Deplorevole”: così il ministro degli Esteri messicano Luis Ernesto Derbez ha definito il nuovo voto della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti per la costruzione di un muro di oltre mille chilometri lungo la frontiera meridionale nel tentativo di arginare l’immigrazione illegale. “Questa misura - ha detto - non è la soluzione e chi l’ha proposta non capisce né il problema dell’immigrazione né quello del terrorismo, perché la soluzione deve passare attraverso la cooperazione con i paesi”.
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Olimpiadi Pechino 2008 - Quale la verità?

Venerdì, 15 Settembre, 2006

Olimpiadi Pechino 2008, 1 milione di immigrati verso l’espulsione

Pechino, 15 set. - (Adnkronos/Dpa) - Le autorita’ di Pechino stanno valutando l’eventualita’ di espellere dalla capitale circa un milione di immigrati attualmente impiegati nei lavori di preparazione delle opere olimpiche per i Giochi del 2008 una volta terminati i lavori. Nel mirino della giunta della capitale ci sarebbero anche prostitute e mendicanti delle vie principali di Pechino, il tutto per rendere piu’ decoroso l’ambiente cittadino in occasione delle Olimpiadi. Lo scrive oggi il quotidiano locale ‘’Xinjingbao'’, secondo il quale al vaglio delle autorita’ ci sarebbe, comunque, anche l’idea di permettere la circolazione urbana delle auto a targhe alterne durante lo svolgimento dei Giochi per ridurre il volume di traffico.
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Usa: immigrazione, Camera vota di nuovo per muro con Messico

Venerdì, 15 Settembre, 2006

WASHINGTON - La Camera degli Stati Uniti s’é di nuovo espressa, giovedì, a favore della costruzione di un muro di oltre mille chilometri lungo la frontiera con il Messico, che è complessivamente lunga 3.200 chilometri circa.

La maggioranza repubblicana, che la settimana scorsa aveva ufficialmente rinunciato al tentativo di varare una riforma dell’immigrazione globale, per la profondità dei disaccordi tra Camera e Senato, tra maggioranza e opposizione e all’interno degli schieramenti, ha di nuovo approvato il muro, una misura già approvata dalla Camera l’anno scorso, ma destinata a restare lettera morta perché il Senato non la condivide.
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