Erba, dagli all’arabo
Mercoledì, 13 Dicembre, 2006di Fabrizio Casari
C’erano tutti gli ingredienti. La strage atroce, la furia omicida scatenata contro un bambino e quattro adulti. Solo uno è ancora vivo, pur in condizioni gravissime. Persone innocenti d’ogni peccato, anzi; lei, impegnata nell’assistenza agli anziani, forse uno dei lavori più nobili tra la nobiltà del lavoro. Un bambino che, innocente e puro lo è per definizione, giustamente. E poi due persone, innocenti e nobili anch’esse, intervenute a difesa di quegli inermi. Poi il fuoco, a distruggere prove e tracce, indizi e certezze. Ma non quelle degli inquirenti e dei cronisti che fungono da prolunga dei microfoni. Persino lo scenario sembrava ideale ad una ricostruzione d’appendice. Erba, un paesino isolato in provincia di Como, a dieci chilometri dal confine con la Svizzera. Pronte tutte le analogie e le analisi da psichiatri da quattro soldi sull’impossibilità e l’inafferrabilità delle dinamiche criminose, socio-patologiche, insite in tutte le piccole comunità. Ma, su tutto e sotto tutto, il colpevole giusto, nemmeno fosse stato disegnato con cura. Tunisino. Immigrato. Feroce, come un novello Saladino. Condannato per droga e rapina. Incarcerato. E, pena massima di questi tempi, uscito dal carcere con l’indulto. Pennivendoli a un tanto al chilo si sono lanciati sull’osso da spolpare. Solleticare la pancia dei benpensanti fa notizia, suscita indignazione, crea morbosità. Insomma, tira copie.
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di Federica D’Alessio
di Ivan Fulco
I parlamentari firmatari dell’esposto sulle condizioni in cui versano alcuni dei Centri di permanenza temporanea hanno scritto una lettera ai responsabili della trasmissione Matrix per chiedere di poter esercitare il diritto di replica, e di trasmettere il reportage realizzato da Alberto D’Onofrio, commissionato tra l’altro proprio dallo stesso programma. La lettera indirizzata a Enrico Mentana , in riferimento alla puntata di Matrix del 17 marzo - si legge in una nota -, puntualizza come nel corso della trasmissione “nessuno e’ mai entrato nel merito dell’esposto” . “In particolare - scrivono i promotori dell’iniziativa - nessuno ha sottolineato come tale esposto, presentato all’inizio dell’estate del 2005, non sia rivolto al ministro Giuseppe Pisanu, bensi’ sia stato presentato contro ignoti. Per tale ragione, la decisione di iscrivere nel registro degli indagati lo stesso ministro degli Interni e’ stata presa in totale autonomia dalla magistratura competente. E’ stata infatti la Procura di Roma, a cui era giunto l’esposto, a trasmettere la denuncia al Tribunale dei ministri che a sua volta ha ritenuto che il ministro Pisanu, in ragione del ruolo istituzionale che ricopre, potrebbe essere considerato responsabile della drammatica situazione in cui versano numerosi Cpt”.
Il Consiglio di corso di studio di Psicologia