Straniero in classe, il problema c’è e la scuola non è ancora pronta
Giovedì, 23 Febbraio, 2006
Un’indagine del CNR rivela atteggiamenti, problemi e storie raccontati dagli insegnanti di elementari, medie e superiori. Urgenti i corsi di alfabetizzazione, manca il mediatore culturale.
L’immigrazione a scuola vista dagli insegnanti. Gli atteggiamenti, i problemi, le perplessità, le esperienze raccontate dalla voce dei protagonisti sono stati analizzati dai ricercatori dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr e raccolti in un libro, “Marek va a scuola”. Il risultato più evidente è la diffusa sensazione di disagio degli educatori, che lamentano di essere stati lasciati troppo soli ad affrontare l’ondata - ormai costante - degli studenti stranieri nelle aule italiane. E chiedono interventi urgenti: l’attivazione di corsi di alfabetizzazione e la presenza costante del mediatore culturale.
(more…)

I´m looking for partners for email-interviews on Lampedusa.
Gli indiani di Vicenza, i cinesi di Prato, i tunisini di Mazara del Vallo. I “nuovi italiani” ridisegnano la geografia del paese. Comunità sempre più numerose si sovrappongono ai confini regionali. Le loro mappe dell’Italia sono un vestito d’Arlecchino: tante “pezze” quanti sono i colori delle etnie.
Difficile solo immaginarla la storia dei 60 milioni di italiani nel mondo. Più probabile recuperare ricordi, testimonianze, bagliori di un esodo durato oltre un secolo e mezzo; un esodo non lineare, frastagliato e con tante terre promesse che lampeggiavano di fronte agli occhi spalancati verso un avvenire.
Per il terzo anno consecutivo, il saldo migratorio è negativo a causa della recessione, dell’esclusione degli immigrati e di una crisi politica e morale
L’indagine ha esplorato la presenza di lavoratori migranti negli archivi dell’Inps relativa al 2002 – ultimo anno per il quale sono disponibili dati consolidati1 l’analisi compiuta ha permesso di ottenere una fotografia del lavoro immigrato regolare.
PISA - Sono sempre più numerosi e inseriti, ma anche sempre più soli. E’ questo il paradosso venuto fuori dall’ultima ricerca fatta sulla condizione dei migranti nella provincia di Pisa. In dieci anni, nella città della torre pendente, i cittadini extracomunitari si sono più che quadruplicati passando dai 4.400 del 1994 agli oltre 18.000 attuali, ma nonostante questo il primo problema denunciato dopo le impellenti necessità di lavoro, casa e permesso di soggiorno è proprio la solitudine.
Non possono essere assunti per guidare tram e autobus milanesi. E non possono avere un posto fisso in nessun altro settore del pubblico impiego. E’ così da sempre. Gli extracomunitari sono tagliati fuori dai concorsi statali da una serie di decreti e di leggi emanate nel corso degli anni, dall’epoca fascista fino a giorni nostri. L’ultima nel ’94, quando i cittadini dei paesi del mercato europeo sono stati equiparati agli italiani, e quindi ammessi ai concorsi della pubblica amministrazione, mentre gli extracomunitari restano esclusi. E non importa se ci sono mestieri come quello del tranviere che oggi nessun italiano, e nemmeno nessun europeo, vuole più fare. Moltissimi immigrati da paesi extraeuropei sarebbero disponibili, ma la legge li esclude dai concorsi statali[…]
Gli immigrati sono mediamente più istruiti degli italiani. A sfatare il luogo comune sull’ignoranza degli extracomunitari è il dossier Caritas/Migrantes 2005 che sottolinea: i residenti stranieri laureati sono il 12,1% mentre tra gli italiani sono solo il 7,5%. Primato anche per gli altri titoli di studio. I diplomati stranieri sono il 27,8% contro il 25,9% di quelli italiani e i possessori di licenzia media stranieri il 32,9% contro il 30,1%. Tra le donne, poi, il livello di istruzione è persino “molto più alto”. Per il rapporto, la discriminazione verso gli immigrati è ancora attualissima. Nel mondo del lavoro, ad esempio, gli stranieri sono destinati a mansioni più gravose, sono soggetti a turni più disagiati rispetto agli italiani e nel 60% dei casi subisce atteggiamenti di discriminazione da parte dei colleghi (dati Ires 2005). Fra l’altro, sopperiscono alla carenza di infermieri con ben 5 mila professionisti.