Archivio della Categoria 'Inchieste'

Hurrya - Documentario da scaricare su arcoiris.tv

Lunedì, 4 Dicembre, 2006

Un documentario incentrato sulle vicende che hanno caratterizzato il fenomeno immigrazione in Sicilia. “Hurrya”, questo il titolo (che in lingua araba significa libertà, dura 80 minuti e ripercorre otto anni di lotte antirazziste, proponendo immagini e contenuti inediti di una realtà a molti sconosciuta. La nascita dei CPT siciliani (ben cinque nella nostra isola!), gli sbarchi, la storia di un naufragio, il ritrovamento in alcuni cimiteri siciliani di tombe senza nome, la vicenda Cap Anamur (la nave umanitaria che nel 2004 salvò 37 profughi nel Mar Mediterraneo), le deportazioni da Lampedusa verso la Libia, i racconti di attivisti, di avvocati, di giuristi e degli stes Per far conoscere e ribadire, quanto sconsiderate siano state le scelte elaborate nel passato dal centro sinistra, e quanto razziste e crudeli siano state quelle prodotte e poste in essere dalle destre.

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Io schiavo in Puglia

Venerdì, 1 Settembre, 2006

Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte se protestano. Diario di una settimana nell’inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia

di Fabrizio Gatti
Il padrone ha la camicia bianca, i pantaloni neri e le scarpe impolverate. È pugliese, ma parla pochissimo italiano. Per farsi capire chiede aiuto al suo guardaspalle, un maghrebino che gli garantisce l’ordine e la sicurezza nei campi. “Senti un po’ cosa vuole questo: se cerca lavoro, digli che oggi siamo a posto”, lo avverte in dialetto e se ne va su un fuoristrada. Il maghrebino parla un ottimo italiano. Non ha gradi sulla maglietta sudata. Ma si sente subito che lui qui è il caporale: “Sei rumeno?”. Un mezzo sorriso lo convince. “Ti posso prendere, ma domani”, promette, “ce l’hai un’amica?”. “Un’amica?”. “Mi devi portare una tua amica. Per il padrone. Se gliela porti, lui ti fa lavorare subito. Basta una ragazza qualunque”. Il caporale indica una ventenne e il suo compagno, indaffarati alla cremagliera di un grosso trattore per la raccolta meccanizzata dei pomodori: “Quei due sono rumeni come te. Lei col padrone c’è stata”. “Ma io sono solo”. “Allora niente lavoro”.
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Clandestini: ricerca, più scaolarizzati degli italiani

Lunedì, 19 Giugno, 2006

- Roma, 19 giu. - La scolarita’ degli immigrati clandestini e’ mediamente superiore a quella degli italiani.
Cio’ nonostante, solo una meta’ di loro lavora, e sempre svolgendo le funzioni piu’ elementari. Lo hanno documentato Carlo Devillanova dell’Universita’ Bocconi e Tommaso Frattini dello University College di Londra, utilizzando una fonte di dati unica in Italia per analizzare un fenomeno che, per la sua natura sommersa, e’ quasi impossibile da indagare in termini quantitativi: piu’ di 10.000 profili di clandestini che si sono rivolti, in 18 mesi, al Naga di Milano, l’associazione di volontariato che presta assistenza sanitaria gratuita agli immigrati irregolari. Il dato piu’ inatteso riguarda il livello di istruzione degli immigrati clandestini. Nella classe di eta’ tra i 25 e i 64 anni, il 41,1% di loro dichiara di essere in possesso di un diploma di scuola superiore e il 12,1% di istruzione universitaria. Gli italiani della stessa eta’ in possesso del diploma di scuola superiore sono il 33% e i laureati il 10%, secondo i dati Ocse. Le donne (38,6% diplomate, 13,3% laureate) sono mediamente piu’ istruite degli uomini e i sudamericani, tra i quali prevalgono le donne, sono quelli con la scolarita’ maggiore. L’elaborazione evidenzia, inoltre, percorsi migratori e caratteristiche che cambiano moltissimo a seconda dei paesi di provenienza e mette percio’ in guardia contro ogni tentativo di generalizzazione. L’indagine individua una molteplicita’ di paesi di provenienza dei clandestini (92) mai rilevata in precedenza. Il 75% di loro proviene, comunque, da nove paesi: Ecuador, Peru’, Marocco, Egitto, Romania, Sri Lanka, Albania, Ucraina e Senegal.
Fonte agi.it

Donne, giovani ed immigrati maggiormente esposti ai nuovi rischi per la salute causati dalla flessibilizzazione del lavoro

Venerdì, 16 Giugno, 2006

Presentazione a Roma di una ricerca Inca Cgil ed Ires

ROMA - Donne, giovani ed immigrati – ricorda il Patronato Inca Cgil - sono le categorie di lavoratori maggiormente esposti ai nuovi rischi per la salute causati dai processi di flessibilizzazione del lavoro.

Se il più alto rischio per la salute è percepito dai lavoratori delle Costruzioni con il 58,9%, seguiti dal settore Metallurgico con il 42,9% nel settore Metalmeccanico “solo” il 26,7% percepisce il rischio del proprio lavoro in fabbrica.
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Caritas: oltre 3 mln gli immigrati

Giovedì, 1 Giugno, 2006

Oltre 3 milioni gli stranieri presenti in Italia - secondo il dossier statistico di Caritas e Migrantes - presentato ieri a Roma. Ma l’incremento progressivo - uno dei maggiori in europa - lascia pensare che l’Italia tra 10 anni diventera’ il secondo Paese di immigrazione nella Ue. Evidenziati nel dossier i limiti della Bossi Fini, dei tetti sui flussi e della normativa su domanda e offerta di lavoro.
Fonte audionews.it

Immigrazione: Malta respinge richiesta Italia

Giovedì, 18 Maggio, 2006

PALERMO, 17 MAG - I rapporti diplomatici tra Malta e l’Italia rischiano di incrinarsi in relazione all’emergenza clandestini. Il premier maltese, Lawrence Gonzi, ha detto che il governo respinge la richiesta di Roma di intercettare ‘tutti i barconi’ con extracomunitari. Secondo Gonzi, il diritto internazionale garantisce il ‘passaggio’ di mezzi di navigazione. ‘L’intervento - ha detto - puo’ essere giustificato solo se le leggi maltesi vengono infrante nelle acque territoriali’.
Fonte basilicatanet.it

Sud: per immigrati, un luogo di passaggio

Mercoledì, 29 Marzo, 2006

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Istat su “Gli stranieri nella rilevazione sulle forze lavoro” - Il Mezzogiorno viene spesso considerato dagli stranieri come prima tappa di un percorso migratorio diretto verso il Centro-Nord

di Giovanna Naccari
Aumentano i posti di lavoro in Italia, ma sul quantitativo incide la regolarizzazione degli immigrati e non una maggiore opportunità offerta dal mercato. Al Sud, comunque, l’occupazione frena, mentre le notizie positive riguardano maggiormente il Centro-Nord. Anche nel caso delle forze lavoro degli immigrati, il Meridione, e con esso la Sicilia, non presenta grandi numeri, in quanto questa parte d’Italia viene considerata più una zona di passaggio che un luogo stabile dove poter vivere e lavorare. Le contraddizioni del settore occupazione sono emerse da una recente indagine condotta dall’Istat realizzata nel periodo 3 ottobre-1 gennaio 2006.[…]
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Ottimisti, risparmiatori e consumisti. Immigrati nuova frontiera del credito

Giovedì, 23 Marzo, 2006

immi_banca.jpgROMA - Il loro reddito è inferiore in media del 40-45% alla media nazionale, eppure gli immigrati in Italia riescono a risparmiarne un 15% e a mandarne il 14% nel proprio Paese d’origine. Hanno buone capacità imprenditoriali, forte tendenza al radicamento, alto interesse per i beni che possono migliorare la qualità della vita e l’inserimento sociale: computer, mezzi di trasporto, mobili, elettrodomestici, televisori e, naturalmente, la casa di proprietà. Ma c’è un’altra caratteristica che rende i due milioni e mezzo di immigrati presenti in Italia un mercato appetibile per le banche, che si stanno attrezzando ad andare loro incontro: sono ottimisti, molto più ottimisti degli italiani.
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Come si sono integrati gli immigrati che per i più svariati motivi sono venuti a viveri in Italia?

Giovedì, 23 Marzo, 2006

Come stanno gli immigrati che per i più svariati motivi sono venuti a viveri in Italia? E’ sostanzialmente questa la domanda a cui tenta di rispondere il IV Rapporto Caritas/Migrantes sugli ‘’Indici di integrazione degli immigrati in Italia'’, commissionato dall’Onc-Cnel e presentato ieri a Roma.
I criteri dei quali ha tenuto conto il rapporto Caritas/Migrantes, sono una serie di indicatori economici e sociali, ognuno dei quali esprime un punteggio. Fra questi, la lunga residenza, la scolarizzazione, il disagio abitativo, l’acquisizione della cittadinanza, il lavoro, la retribuzione, la disoccupazione. […]
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Immigrati: caritas, emilia romagna ai primi posti per integrazione

Mercoledì, 22 Marzo, 2006

tortelliniBologna, 22 mar. - (Adnkronos) - L’Emilia Romagna e’ la terza Regione, a breve distanza da Veneto e Marche, nella classifica nazionale sugli indici di integrazione degli immigrati stranieri in Italia. Lo conferma la ricerca ‘Indici di integrazione degli immigrati in Italia’, redatta dalla Caritas/Migrantes su incarico del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia del lavoro), organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri.
Fonte metronews.it

Colonialismo, il mito del buon italiano

Martedì, 7 Marzo, 2006

Colonialismo Italianodi Angelo Del Boca

Deportazioni di massa, bombardamenti con bombe di ipirite, campi di concentramento, rappresaglie indiscriminate, stragi di civili, confisca di beni e terreni. Le pagine nere dei crimini commessi dalle truppe italiane in Eritrea, Somalia e Libia.

Una politica coloniale all’insegna del mito sugli «italiani, brava gente». L’Italia repubblicana non ha ancora fatto i conti con l’«avventura coloniale» del fascismo, favorendo una storiografia moderata o revanscista.
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L’italiano lingua degli immigrati in Ticino

Martedì, 7 Marzo, 2006

immigratiE’ stato pubblicata dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) il secondo volume de “La terza lingua. Aspetti dell’italiano in Svizzera agli inizi del terzo millennio. Volume secondo. Dati statistici e varietà dinamiche” a cura di Bruno Moretti, con contributi di Emese Gulàcsi Mazzucchelli, Bruno Moretti e Sandro Bianconi. L’indagine sociolinguistica è stata curata dall’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana (OLSI).[…]

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StatsCan, molti immigrati maschi restano poco se sono specializzati

Giovedì, 2 Marzo, 2006

statisticheStatistics Canada ha pubblicato uno studio sul movimento migratorio da e per il Canada nei 20 anni che vanno dal 1980 al 2000.
Il risultato è che molti degli immigrati che arrivano in Canada, stanno appena un anno e poi vanno via. L’immigrazione permanente, quella che interessa di più un governo, si nota che è più difficile. Secondo lo studio chi va via più facilmente sono coloro, di sesso maschile, che sono stati ammessi o per affari o come lavoratori specializzati.
Lo studio analizza in particolare il comportamento degli immigrati maschi fra i 25 anni e i 45 anni di età, dal momento del loro ingresso in Canada. Dall’esame si nota anche che la permanenza di questi immigrati è influenzata da vari fattori quali il loro Paese d’origine e le loro qualifiche economiche.[…]
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L’immigrazione ad Enna

Sabato, 25 Febbraio, 2006

ennaNel mese di settembre 2005 gli immigrati regolari in provincia di Enna erano 1.111, i quali rispetto agli 897 dello stesso periodo dell’anno prima fanno registrare un incremento percentuale del 19,27.
Le donne con 693 presenze sopravanzano gli uomini fermi a 418 unità.
Nell’ordine, le provenienze sono: Romania: 236, Marocco: 156, Tunisia: 139, Albania: 101, Cina: 74, Polonia: 45, ma sono presenti quasi tutte le nazioni del mondo.

La distribuzione territoriale addensa gli immigrati soprattutto ad Enna e Piazza Armerina, rispettivamente con 337 e 202 persone, seguite da Nicosia con 62 unità. Tutti i comuni della provincia, comunque, registrano la presenza di cittadini stranieri.

La percentuale di cittadini stranieri in provincia quindi è dello 0,61% rispetto ai 180.000 abitanti residenti. Ricordo che in Sicilia tale percentuale è dell’1,5% ed in Italia è del 3% circa.
Questi gli immigrati regolari. Sugli irregolari si possono fare solamente delle stime, alcuni parlano di un 30% in più, altri del 100%. Il fenomeno degli irregolari o clandestini, esiste anche in provincia, alcuni li conosciamo. Per essi non esiste oggi alcuna forma di regolarizzazione. Lavorano da clandestini, aspettano una qualche regolarizzazione, sperano che per essi, non scatti alcun provvedimento di espulsione. […]

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Storie e testimonianze di minori migranti

Venerdì, 24 Febbraio, 2006

testimonianza minoriAmensty International ha raccolto decine di denunce e testimonianze di migranti, richiedenti asilo e rifugiati che risiedono in Italia dopo aver trascorso un periodo di detenzione all’arrivo alla frontiera marittima tra il 2002 e il 2004.
Le storie riportate sono state raccolte presso i minori o i loro genitori. I nomi attribuiti non sono quelli autentici e la nazionalità non viene menzionata, come anche il periodo dell’arrivo e della detenzione, per proteggere la sicurezza degli interessati.
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