La Gran Bretagna pensa di restringere l’immigrazione di lavoratori da Romania e Bulgaria
Dopo aver scoperto che 600mila europei dell’est hanno attraversato la Manica dall’ultimo allargamento dell’Unione Europea, nel 2004, la Gran Bretagna sta riconsiderando la sua “politica delle porte aperte” verso i nuovi cittadini della Ue. E con l’ingresso di Romania e Bulgaria previsto tra quattro mesi, Londra punta a restringere l’immigrazione dai due futuri nuovi membri.
Solo immigrati qualificati. L’idea del governo Blair, non ancora ufficializzata ma lasciata trapelare alla stampa, è di applicare a Romania e Bulgaria lo stesso sistema in uso per gli immigrati provenienti dai paesi extraeuropei: permettere il soggiorno solo a chi può dimostrare di avere le competenze lavorative che servono alle aziende britanniche. Una laurea e una specializzazione costituirebbero bonus decisivi. In pratica, si formerebbe così un collo di bottiglia che limiterebbe in modo drastico i nuovi arrivi, perché pochi migranti avrebbero i requisiti necessari. Se non si facesse così, per i sostenitori della nuova politica, l’ingresso nella Ue dei due paesi porterebbe a un’immigrazione di massa: 200mila rumeni e 80mila bulgari verrebbero a cercare lavoro in Gran Bretagna, secondo il gruppo Migration Watch. Messe insieme, Romania e Bulgaria porteranno nell’Europa unita altri 30 milioni di abitanti e il loro prodotto interno lordo (Pil) pro capite è più basso rispetto agli altri otto Paesi dell’est entrati nella Ue nel 2004. Se il Pil pro capite di quelli era si fermava al 45 per cento della media europea, per Romania e Bulgaria la ricchezza media si ferma al 30 per cento della media Ue.
(more…)