Archivio della Categoria 'Azione Diretta'

COMUNICATO dal presidio del cpt di Crotone - ore 22.00

Domenica, 10 Dicembre, 2006

Stamattina un centinaio di attivisti delle reti antirazziste calabrese e campana si sono mobilitati davanti al Centro di Permanenza Temporanea (CPT) di S. Anna-Crotone (il più grande d’Europa), mentre all’interno entravano i parlamentari Haidi Giuliani e Francesco Caruso insieme ad altri due antirazzisti. Lo scopo dell’iniziativa è, ancora una volta, denunciare la mostruosità dei CPT, in cui vengono detenuti migranti che non hanno commesso alcun reato se non quello di esercitare il loro diritto alla libertà di movimento.
Una volta dentro, i due deputati hanno comunicato alla direzione del centro la decisione di restare a oltranza dentro la struttura per pretendere che finalmente la questione dei CPT sia messa all’ordine del giorno del parlamento e all’attenzione del governo, la cui maggioranza politica aveva annunciato in campagna elettorale l’intento di “superare” i cpt (Al momento sono solo stati intensificati i voli di rimpatrio…). E’ evidente che queste galere etniche, simbolo dell’, non possono essere riformate: l’unico “superamento” sta nella loro chiusura!
Per ribadire lo stesso concetto, all’esterno della struttura, i manifestanti hanno occupato la statale 106 che collega Taranto con Reggio Calabria e il cpt al vicino aeroporto.
Questa mobilitazione rompe ancora una volta il silenzio in cui agisce la macchina della deportazione! Denunciamo le reticenze di un governo che sta vendendo solo fumo a 4-5 milioni di migranti in questo paese, con il rinvio sine-die dell’abolizione della
Bossi-Fini, della legge sull’asilo politico e dell’attuazione dei diritti di cittadinanza; con il rifiuto di ogni ipotesi di sanatoria e di scollegamento del permesso di soggiorno dal contratto di lavoro. Proprio in questi giorni, inoltre, è passata da Crotone l’ambigua commissione di ispezione decisa dal governo sui Cpt, che ci appare solo una stampella all’assurdo discorso sulla modernizzazione (“umanizzazione”… !!??) di questi lager.
Verso le 15.00 abbiamo saputo che nel vicino Cpt di Lamezia si è consumata l’ennesima tragedia: la morte di Nikolov Alexandar, trentottene cittadino bulgaro (e quindi tra 20 giorni inespellibile…) che è stato trovato impiccato a una sbarra della struttura! Perciò una delegazione di dimostranti, insieme ad Haidi Giuliani, si è spostata a Lamezia Terme per un’ispezione urgente del centro, mentre gli altri due attivisti con Francesco Caruso sono rimasti dentro il CPT di Crotone, cercando di scambiare informazioni ed incoraggiare le 100 persone recluse, tra cui 53 di nazionalità palestinese e irachena. Per le notizie che abbiamo ad ora, a Lamezia i migranti reclusi sono entrati in sciopero della fame, mentre il compagno di stanza di Alexandar, ancora sotto shock, non ha ricevuto alcuna assistenza.
Mentre scriviamo questo comunicato continua la mobilitazione fuori e dentro il cpt di Crotone, con l’ausilio di un media center e di tende con cui ci attrezziamo a passare la notte in presidio. Dall’interno giungono ancora le urla dei migranti che invitano a continuare la protesta, mentre i tre “occupanti” ci avvisano che nel Cpa (sempre dentro la struttura carceraria) sono presenti una decina di donne in stato di gravidanza e una persona completamente coperta di pustole.
Per domani alle 11.00 è convocata una conferenza stampa ed è riconvocata la mobilitazione di tutti i/le compagni/e che possono raggiungerci.
E’ fondamentale rilanciare la mobilitazione fuori e dentro tutti i cpt!

Reti Antirazziste Campana e Calabrese

Caruso e Giuliani barricati nel Cpt “Vogliamo garanzie che chiudano tutti”

Sabato, 9 Dicembre, 2006

Crotone, la protesta dei parlamentari di Rifondazione comunista
Bloccata e poi riaperta la 106 ionica nei pressi del Cpt di Crotone
La Lega: “Speriamo facciano sul serio e ci restino”
Lamezia: un immigrato si uccide, era in attesa di rimpatrio

CROTONE - Esplode la protesta contro i Cpt. I due deputati di Rifondazione comunista Francesco Caruso e Haidi Giuliani (mamma di Carlo ucciso durante il Gb di Genova), sono entrati stamani nel Cpt di Crotone per una ispezione ministeriale e sono rimasti all’interno della struttura rifiutandosi di uscire, chiedendo al governo “garanzie sulla volontà di chiudere le strutture presenti in Italia”.

Nel tardo pomeriggio, poi, Haidi Giuliani ha lasciato il centro per recarsi nel Cpt di Lamezia dove, in mattinata, un immigrato di nazionalità bulgara, di 40 anni, si era suicidato. “Penso che sia assolutamente un mio dovere - ha dichiarato la senatrice - venire a parlare e a fare presenza in queste situazioni. Situazioni che io non approvo e che considero assolutamente incivili, in quanto certi problemi vanno risolti all’origine, non incarcerando persone che fuggono da situazioni di fame e disperazione in mancanza di qualsiasi futuro”.
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Hurrya - Documentario da scaricare su arcoiris.tv

Lunedì, 4 Dicembre, 2006

Un documentario incentrato sulle vicende che hanno caratterizzato il fenomeno immigrazione in Sicilia. “Hurrya”, questo il titolo (che in lingua araba significa libertà, dura 80 minuti e ripercorre otto anni di lotte antirazziste, proponendo immagini e contenuti inediti di una realtà a molti sconosciuta. La nascita dei CPT siciliani (ben cinque nella nostra isola!), gli sbarchi, la storia di un naufragio, il ritrovamento in alcuni cimiteri siciliani di tombe senza nome, la vicenda Cap Anamur (la nave umanitaria che nel 2004 salvò 37 profughi nel Mar Mediterraneo), le deportazioni da Lampedusa verso la Libia, i racconti di attivisti, di avvocati, di giuristi e degli stes Per far conoscere e ribadire, quanto sconsiderate siano state le scelte elaborate nel passato dal centro sinistra, e quanto razziste e crudeli siano state quelle prodotte e poste in essere dalle destre.

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Occupazione del consiglio comunale a Bologna

Mercoledì, 11 Ottobre, 2006

Le manifestazioni di protesta contro i Cpt hanno portato alla formazione di una commissione speciale del Comune

di Enrico De Grazia
Lunedì 9 ottobre è stato il giorno dell’ennesima iniziativa di lotta contro i cpt. Dopo la manifestazione del 7 ottobre a cui hanno partecipato centinaia di persone provenienti da centri sociali, partiti e associazioni, la mattina di due giorni dopo, circa 70 attivisti contro il “lager” di via Mattei, sono entrati nel consiglio comunale scandendo slogan quali “no border, no nation, no deportation” e “chiudere i cpt”.

Nonostante l’opposizione dei vigili, e la presenza di digos e polizia, i rappresentanti dei centri sociali bolognesi, hanno ottenuto l’interruzione del consiglio comunale. Sono stati srotolati striscioni, alzati cartelli, si è urlato contro la vergogna del cpt. I manifestanti hanno poi sostenuto un confronto con il presidente del consiglio Sofri e l’assessore Mancuso e hanno infine ottenuto la formazione di una commissione speciale sulla questione cpt per martedì 17 ottobre alle 14 in Comune. La seduta sarà pubblica e dunque aperta a tutti.
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FSE ATENE: scontri davanti al Cpt, 25 fermati

Venerdì, 5 Maggio, 2006

Venerdì 5 maggio 2006 la Polizia contro i manifestanti. Dopo un’ora e mezzo il rilascio

di Gioia Salvatori
Volevano vedere cosa succede dentro quel centro di raccolta di Atene, più volte denunciato da associazioni per soprusi contro gli immigrati. Così una delegazione di circa cinquanta attivisti appartenenti a diverse associazioni e gruppi politici, durante il secondo giorno del quarto social forum europeo di Atene, si è diretta davanti al commissariato di polizia di agios panteleimonas nel centro di Atene. Entrano quattro o cinque delegati, altri rimangono fuori per una cinquantina di minuti poi provano a entrare. La reazione della polizia è immediata e una trentina di manifestanti viene spinta dentro un furgone della polizia. Nei tafferugli Vittorio, un attivista italiano di Ya Basta, associazione che non ha partecipato al quarto forum sociale europeo, riporta contusioni a un braccio. Un attivista greco dell’autonomus playground ne esce con un’escoriazione al mento. Il primo, più tardi in conferenza stampa, dedicherà la manifestazione a tutti gli immigrati che subiscono violenze nei centri di raccolta e detenzione preventiva d’Europa.

Tra i fermati anche un europarlamentare greco e il suo collega italiano, Giusto Catania, che dall’interno del furgone ha subito chiamato l’ambasciata per denunciare l’accaduto. Dopo un’ora e mezzo i 25 sono stati rilasciati e Catania (Prc), ha chiesto al governo greco di rendere accessibili i Cpt.

Saputo dell’azione delle forze dell’ordine, dagli impianti olimpionici di Atene, dove era in corso da due giorni il quarto social forum europeo, sono partiti tre pullman pieni di attivisti. Sotto il commissariato poco prima di pranzo c’erano trecento persone e i fermati sono usciti dal furgone tra gli applausi del popolo pacifista e anti-razzista.
Fonte italy.peacelink.org

Presidio CPT Gradisca D’Isonzo - Cariche delle forze dell’ordine contro i manifestanti

Martedì, 28 Febbraio, 2006

Gradisca caricheDopo la giornata di preparazione del presidio di ieri e la decisione presa in serata dall’assemblea di impedire il passaggio dei mezzi nel centro, questa mattina verso le 9.10 le forze dell’ordine, per far entrare due macchine della Cooperativa Minerva, hanno caricato i manifestanti del presidio.
Cariche in mezzo alla strada durante la quale alcuni manifestanti sono stati feriti. Alessandro Metz, consigliere verde del Friuli, è stato dapprima buttato a terra e poi manganellato in testa. Il consigliere ha dovuto ricorrere alle cure mediche in ospedale.
I cancelli sono presidiati dalle forze dell’ordine. La strada è stata chiusa al traffico.
Ma per oggi, grazie alla mobilitazione dell’Assemblea permanente contro l’apertura del CPT di Gradisca D’Isonzo, la paventata apertura del CPT non ci sarà.[..]

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Bordeaux: Falsi operatori Edf allacciano alla rete poveri e immigrati della Gironda

Venerdì, 13 Gennaio, 2006

elettricita9 gennaio – Sono una sessantina, si travestono da tecnici dell’Edf, e allacciano di nascosto alla corrente elettrica i poveri e gli immigrati clandestini nella Gironda. La singolare notizia è apparsa in un’inchiesta del quotidiano francese “Le Monde”, secondo il quale in poco più di un anno il gruppo di falsi operatori, il cui motto è “diritto all’energia”, ha ridato luce, riscaldamento e possibilità di cucinare a circa 2.000 famiglie della Gironda, uno dei dipartimenti dell’Aquitania, che non erano state più in grado di far fronte ai costi.
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