Archivio di Giovedì, 28 Dicembre, 2006

Romeni e bulgari: ecco cosa cambia dal primo gennaio 2007

Giovedì, 28 Dicembre, 2006

Ce ne parla l’avvocato Mascia Salvatore, esperta di immigrazione di Stranieri in Italia

di Stefano Camilloni
ROMA - Un radicale cambio di orizzonti si prospetta per i cittadini romeni e bulgari che vivono o vogliono trasferirsi in Italia.
Con la decisione di ieri espressa dal Governo nell’ultimo Consiglio dei Ministri dell’anno, si aprono scenari decisamente nuovi per centinaia di migliaia di stranieri.

Dal primo gennaio 2007, quando diventeranno a tutti gli effetti cittadini Ue, i romeni e bulgari che hanno intenzione di lavorare in Italia come badanti, colf, operai edili, metalmeccanici e stagionali godranno dell’apertura immediata al mondo del lavoro, senza più dover passar attraverso la macchinosa procedura del decreto flussi.
Per tutti gli altri lavoratori subordinati gli ingressi continueranno ad essere regolati, fino a fine anno, da un decreto flussi specifico, ma con procedure semplificate.
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Marocco: fermate le deportazioni verso il deserto

Giovedì, 28 Dicembre, 2006

Appello dei rifugiati congolesi in Marocco contro le retate della polizia a danno dei migranti

Pubblichiamo di seguito la traduzione italiana e la versione originale dell’appello alla mobilitazione generale lanciato dall’Associazione di rifugiati e richiedenti asilo congolesi del Marocco, a seguito di quanto è avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 dicembre a Rabat. La retata effettuata dalla polizia marocchina a danno di migranti in gran parte tutelati dal loro status di rifugiati, dimostra una volta di più cosa significhi e quali conseguenze abbia sulla vita delle persone la scelta di delegare ai paesi esterni all’Ue il compito di impedire che i migranti raggiungano le mura della fortezza Europa. […]
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Spagna. Quest’anno oltre 30mila immigrati giunti alle Canarie

Giovedì, 28 Dicembre, 2006

Circa 31mila immigrati africani hanno raggiunto nel 2006 le Isole Canarie, in Spagna. Lo ha annunciato Jose Segura, un funzionario del ministero degli Interni.
All’emittente radiofonica Cadena Ser il funzionario ha spiegato che la crescita, che ha definito “spettacolare”, si è verificata malgrado la presenza di pattuglie aree e navali dell’Unione Europea a largo della costa africana occidentale per contrastare il fenomeno.
Meno di 5mila potenziali immigrati sono stati intercettati mentre cercavano di raggiungere le isole Canarie, a largo della costa nordovest africana, nel 2005. In base alla legge spagnola, le autorità hanno quaranta giorni di tempo per identificare e rimpatriare gli immigrati clandestini e devono rilasciare se questa scadenza non viene rispettata.
A settembre, il governo ha annunciato di aver rimpatriato oltre 73mila immigrati clandestini quest’anno, quasi un quinto dei quali africani sub-sahariani.
Fonte aduc.it

Cpt, centri di paura temporanea

Giovedì, 28 Dicembre, 2006

Il Cpt londinese di Harmondsworth sotto accusa per le condizioni di detenzione

di Egle Mugno
Un altro centro di permanenza temporanea britannico è finito sotto accusa. Questa volta si tratta di “Harmondsworth”, vicino a Heathrow, centro nato nel 2001 e gestito da un’azienda privata, la “Uk Deyention Service”. Anne Owers, capo ispettore delle prigioni, ha nuovamente portato alla luce i metodi poco “ortodossi”, adottati dai dipendenti, nei confronti degli immigrati in attesa di asilo politico. La Owers ha descritto una situazione interna simile più a un carcere di massima sicurezza che ad un centro di accoglienza. Il rapporto rivela dati preoccupanti: il 44 percento degli immigrati è vittima di abusi e il 60 percento dichiara di non sentirsi al “sicuro e tutelato”. Ogni anno passano per Harmondsworth almeno duemila clandestini in attesa di riconoscimento. Puntualmente nelle descrizioni dei trattamenti ricevuti ricorrono le stesse parole: intimidazioni, aggressività, poca disponibilità, maleducazione. In particolare con le persone che non conoscono l’inglese. Il capo ispettore ha dichiarato che i clandestini vengono controllati con eccessiva attenzione, come si trattasse di criminali: tutti i loro movimenti sono monitorati, è negato il possesso di contenitori di qualsiasi tipo e cavi per apparecchiature audio. Il dato più sconcertante emerso è la punizione cui vanno incontro i detenuti il cui comportamento non è giudicato corretto: vengono confinati in stanze d’isolamento dopo essere stati denudati. La pratica è stata utilizzata ben 129 volte durante i primi sei mesi del 2006. La Owers ha giudicato questi comportamenti assolutamente inaccettabili in un posto dove il principio fondamentale dovrebbe essere quello di un’accoglienza sicura, umana all’interno di un clima disteso. Il rapporto ritrae una delle situazioni più squallide e sconcertanti che l’ispettore abbia mai osservato in un Centro di accoglienza in Gran Bretagna. Il problema secondo la Owers risiede nella gestione, non tanto nel lavoro dei singoli dipendenti che, nonostante lo scarso supporto, tentano comunque di svolgere un buon lavoro.
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