di Piero Russo
Cerignola - Vivevano in condizioni disumane, in un piccolo casolare semidiroccato nelle campagne cerignolane. In quattordici, uomini e donne, senza gas né acqua, costretti a pagare un affitto di 45 euro a testa mensili per quattro mura, pochi mattoni che li riparavano dalle intemperie, la notte, dopo una giornata di duro lavoro qua e là, nei campi, nei vigneti, in base alle stagioni. Una vita di stenti, furti e clandestinità, iniziata nel 2004 e finita ieri, quando i carabinieri sono intervenuti. Tutto è accaduto per caso. I militari hanno bloccato e arrestato per furto tre bulgari irregolari, mentre, a bordo di un furgone scuro, di targa bulgara e in uso ad uno dei tre, trasportavano numerosi sacchi pieni di olive rubati dall’interno di un frantoio in via Pantanella. I bulgari sono stati interrogati e i militari sono riusciti a risalire al luogo in cui trascorrevano la notte. Si tratta di un casolare in località “Tre Titoli”, a tre chilometri da Cerignola in direzione Candela, dove c’erano altri undici bulgari, tra cui quattro donne, che dividevano solo due camere da letto e un unico bagno, senza acqua potabile né gas. I bulgari, tutti clandestini, non hanno posto alcuna resistenza. Anzi, hanno collaborato con le forze di polizia e i militari dell’Arma che, dopo qualche ricerca, hanno rintracciato e arrestato il proprietario del casolare, Antonio Danza, 64enne di Stornarella. Danza è finito in manette per aver favorito l’immigrazione clandestina e soprattutto per aver tratto profitto dagli immigrati. Riusciva, infatti, a guadagnare dai seicento ai mille euro al mese con gli affitti, in base alle presenza di bulgari nel casolare, che venivano rimpiazzati da altri bulgari clandestini in base alle disponibilità dei letti.
Fonte ilmeridiano.info