Archivio Novembre 2006

Olanda vieta il burqa

Sabato, 18 Novembre, 2006

Proposta di sapore elettorale a 5 giorni dalle legislative

AMSTERDAM. «Una grossa legge per un problema piccolo»: così un leader musulmano in Olanda stigmatizza la proposta rivelata ieri dal governo di Jan Peter Balkenende, che vuole proibire il burqa per motivi di sicurezza. Problema piccolo, dice Ayhan Tonca, perché a suo parere in Olanda saranno forse una trentina di donne e non di più a portare il burqa, cioè l’abito che copre non solo il capo ma l’intero corpo e il viso, lasciando solo una fessura per gli occhi.

La notizia è piombata come un sasso fra le polemiche sul velo che agitano non solo nei paesi occidentali ma anche quelli islamici. La legge infatti sarebbe la prima di questo tipo in Europa anche se numerosi ministri e premier (anche Romano Prodi) si sono espressi contro l’uso del velo che copre anche la faccia. Il condizionale però è d’obbligo: il governo Balkenende ha tirato fuori dal cilindro la legge anti burqa dopo la sua ultima riunione di gabinetto, a meno di una settimana dalle legislative di mercoledì.
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Immigrati : Amato incontra Commissario ONU Guterres

Sabato, 18 Novembre, 2006

Il ministro dell’interno Giuliano Amato ha incontrato ieri al Viminale l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Antonio Guterres. Al termine dell’incontro il Viminale ha sottolineato il pieno accordo dei due interlocutori sulle iniziative in materia di diritti umani, sui flussi di immigrazione e sugli aiuti ai Paesi di transito.

Amato ha specificato che si e’ parlato di questioni che riguardano i diritti umani “che attengono prevalentemente ai flussi di immigrazione e del lavoro che ci aspetta nei Paesi di transito, a cominciare dalla Libia, Paese che dobbiamo aiutare, anche per dare una mano a coloro che passano attraverso la Libia. Dobbiamo fare in modo che le condizioni e il trattamento delle persone siano conformi agli standards, che le Nazioni Unite e le Nazioni, come la nostra, praticano”.
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Fini: immigrati che si integrano sono opportunita’

Sabato, 18 Novembre, 2006

‘L’Italia soffre di un problema demografico; abbiamo bisogno di immigrati, che sono un’opportunita’, non un rischio. A patto che si integrino’. Lo afferma il presidente di An, Gianfranco Fini, in un’intervista che appare oggi su Panorama. ‘E integrazione vuol dire innanzitutto - aggiunge l’ex ministro degli esteri - garantire agli immigrati dei diritti, il diritto di credere nel loro Dio e di professare il loro culto. Vuol dire rispetto delle loro tradizioni e della loro storia. Al tempo stesso, da loro si deve pretendere che accettino la nostra cultura e che adempiano precisi doveri.
Ovviamente questo discorso vale per chi entra in Italia con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro, non per i clandestini, che vanno espulsi’.
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Il governo contro lo sfruttamento degli immigrati

Sabato, 18 Novembre, 2006

“Il Governo si schiera contro lo sfruttamento degli immigrati”. L’on. Bordo commenta il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri.

“Sfruttare o, peggio, schiavizzare i lavoratori irregolari ora sarà più difficile grazie al disegno di legge approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri che, finalmente, offre una risposta concreta sul piano della legalità e della solidarietà sociale a migliaia di donne e uomini la cui unica colpa è fuggire dalla povertà”.
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Lavoro/ Cdm: Pene più severe per sfruttamento degli immigrati

Sabato, 18 Novembre, 2006

Nuove norme contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori: il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ad un ddl che inasprisce le pene per chi sfrutta i lavoratori e stabilisce il reato di riduzione in schiavitù, prevedendo una serie di fattispecie che vanno dalla violenza alla minaccia fino all’intimidazione e al grave sfruttamento.

Il ddl - ha spiegato il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri - prevede una reclusione da 3 a 8 anni e la multa di 9 mila euro per ogni persona reclutata e occupata irregolarmente. La pena viene aumentata se ad essere sfruttati sono ragazzi minori di 16 anni oppure stranieri irregolarmente presenti sul territorio italiano. Laddove si accerti che c’è l’occupazione irregolare di almeno tre lavoratori - ha spiegato ancora Ferrero - l’impresa, salvo che non si tratti di una impresa agricola, può essere chiusa per un mese.
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D’Alema al Marocco: approccio comune sull’immigrazione

Mercoledì, 8 Novembre, 2006

In materia di immigrazione e’ necessario ‘rilanciare un approccio globale, il che significa un approccio di collaborazione sociale ed economica con i paesi africani, perche’ il grande tema delle migrazioni non e’ soltanto un tema di sicurezza, ma anche di cooperazione sociale, politica ed economica’. E’ quanto ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema in conferenza stampa congiunta con il ministro delegato agli Affari Esteri del Marocco, Taieb Fassi Fihiri.
‘In questo quadro - ha evidenziato D’Alema - mi pare di poter dire che fra i nostri due paesi ci sono grandi convergenze e la volonta’ di continuare a lavorare insieme e di proporci obiettivi comuni ambiziosi’.
Il titolare della Farnesina ha ricordato che il ‘Marocco e’ un paese tra i piu’ vicini all’Europa nel mondo arabo e ha un forte legame con l’Italia, anche per la grande comunita’ marocchina che vive nel nostro Paese’.
Anche il ministro marocchino si e’ detto convinto della necessita’ di un approccio globale. ‘Siamo d’accordo con un approccio globale che affronti le dimensioni della sicurezza e dell’economia’.
‘I giovani marocchini sono attirati in Europa dalle prospettive di lavoro e percio’ la risposta deve essere globale’.
Fihiri ha poi precisato che ‘il Marocco e’ felice che l’Italia svolga un ruolo sempre piu’ crescente non solamente nella nostra regione ma anche nello spazio mediterraneo’.
‘Sono sicuro - ha concluso - che l’Italia svolgera’ un ruolo importante anche nel Consiglio di sicurezza dell’Onu a partire dal prossimo gennaio’.
Fonte aduc.it

Fortress Europe: 76 vittime dell’immigrazione clandestina ad ottobre

Mercoledì, 8 Novembre, 2006

Ma le testimonianze di familiari e associazioni dei Paesi di transito e d’origine parlano di cifre triple. Ripresi gli assalti al grillage di Melilla e gli sbarchi lungo la costa spagnola. Dal 1988 almeno 5.620 morti alle frontiere, 1.827 sono dispersi

di Lara Alisio (Gabriele Del Grande)
BAMAKO - “L’ho saputo solo ieri sera alle undici, mi ha chiamato mio cugino, Madou è morto, a Zuwarah”. Nel naufragio sono annegati altri 26 giovani, Isa è a Bamako, Mali, per un incontro sull’immigrazione clandestina e ricorda al pubblico il racconto dei sopravvissuti. La notizia non compare su nessun quotidiano, ma è attendibile quanto il dolore delle famiglie che dai villaggi dell’Africa sub-sahariana piangono i loro cari. Il mese di ottobre ha visto la morte di almeno 76 persone nelle acque frontaliere tra Algeria e Spagna, Sahara e Canarie, Libia e Malta, Turchia e Grecia, stando alle notizie riportate dai principali quotidiani. Come ogni mese viene da chiedersi quanto il dato rispecchi la realtà. Statistiche non ce ne sono, ma le testimonianze raccolte nelle scorse settimane da Fortress Europe in Marocco, Mali e Sahara occidentale fanno preoccupare seriamente. Isa non é il solo ad aver perso un familiare in un naufragio fantasma. Secondo l’associazione Alter Forum, di Laayoun (Sahara), ad ottobre sono morte una trentina di persone in due distinti naufragi al largo di Tarfaya, il porto africano più vicino alle Canarie. Dal Marocco invece arriva la segnalazione dell’Associazione degli amici e delle famiglie delle vittime dell’immigrazione clandestina (Afvic), che parla di 168 morti in un naufragio in acque libiche. E le testimonianze dei migranti sub-sahariani rimpatriati dall’Algeria in Mali, a Tisawati, parlano di molti, troppi, corpi essiccati al sole lungo le piste di sabbia che attraversano il Sahara da Tamanrasset verso Oran e Algeri, alla volta della frontiera marocchina verso Ceuta e Melilla, la Spagna meridionale, o le Canarie, via Rabat e Laayoun. Applicando lo stesso metro alle stime di Fortress Europe, dietro le 5.620 vittime certe dell’mmigrazione clandestina negli ultimi vent’anni, potrebbe nascondersi una strage almeno due o tre volte superiore.
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Morti bianche e lavoro nero. Kristian racconta:”voglio denunciare il mio capo”

Martedì, 7 Novembre, 2006

LICATA- E’ stato arrestato Antonino Di Vincenzo, l’imprenditore che aveva vinto l’appalto per la ristrutturazione di una palazzina residenziale a Torre Gaffe tra Licata e Palma di Montechiaro crollata il 20 settembre scorso per un cedimento strutturale. Nell’incidente venne gravemente ferito un operaio che lavorava nel cantiere al momento del disastro. Si chiamava Spridon Mircea. Era rumeno. Lavorava in nero. Rimase sotto le macerie per due giorni, gridando aiuto incastrato sottoterra, ma il responsabile dei lavori aveva dichiarato che nessun operaio era in cantiere quel giorno. Morì subito dopo essere stato riportato alla luce. Per estrarlo dalle macerie fu necessario amputargli gli arti inferiori, l’emorragia fu troppo forte. Spridon Mircea, aveva 32 anni. La moglie voleva denunciare la sua scomparsa, ma lo fece in ritardo perché Antonio Di Vincenzo pare che la minacciasse. Quando l’uomo morì e le forze dell’ ordine cominciarono ad interrogare Di Vincenzo, l’imprenditore rispose che quel rumeno lavorava lì come giardiniere. […]
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Appello per una campagna cittadina per il diritto di voto attivo e passivo dei cittadini stranieri residenti a Roma

Martedì, 7 Novembre, 2006

Siamo cittadini e cittadine, associazioni antirazziste e movimenti di immigrate e immigrati, organizzazioni sindacali e democratiche della città di Roma.
Da tempo ci battiamo per l’affermazione di una società interculturale, capace di garantire a tutte le donne e gli uomini che vivono nella capitale e nel nostro paese la piena e sostanziale garanzia dei diritti di cittadinanza.
Riteniamo che le politiche sull’immigrazione debbano essere indirizzate alla stabile integrazione degli immigrati e tendere alla più ampia partecipazione democratica di tutte le persone che fanno parte della comunità cittadina, indipendentemente dalla loro provenienza.
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Trapani - Comunicato sulla tratta di esseri umani

Martedì, 7 Novembre, 2006

La cronaca di questi giorni ci ha raccontato l’ennesimo abuso compiuto ai danni di chi vive quotidianamente l’esclusione e il disagio sociale.
E’ stata, infatti, scoperta una organizzazione che gestiva la tratta di esseri umani destinati al lavoro nero.
Si tratta di donne violate e vendute come schiave, di uomini umiliati e sfruttati.
E’ accaduto nella nostra Provincia, in questo territorio che vive continuamente tra contraddizioni inaccettabili.
Da un lato il tentativo di far credere che questa città sia un porto del Mediterraneo pronto ad accogliere.
Dall’altro la lacerante realtà: Trapani è una città di frontiera dalla quale è più facile passare che rimanere.
Non si può parlare di accoglienza in una città che permette la presenza di due campi di internamento per migranti ( il CPT “Serraino Vulpitta” e il Centro di Identificazione di Salinagrande).
Non si può parlare di “sviluppo” in una città strangolata dal lavoro nero e da quello che rappresenta la nuova faccia dello sfruttamento: il precariato.
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Finanziaria: Stanziati nove milioni di euro per l’immigrazione clandestina

Martedì, 7 Novembre, 2006

I soldi garantiranno il funzionamento dei servizi nei casi di emergenza derivanti dai “flussi migratori irregolari, non programmabili e di particolare criticità”.

ROMA - Arrivano più risorse, 3 milioni di euro per ciascun anno, dal 2007 al 2009, per far fronte all’immigrazione clandestina. Un emendamento del Governo, depositato nel fine settimana scorso, istituisce un Fondo per garantire il funzionamento dei servizi nei casi di emergenza derivanti dai “flussi migratori irregolari, non programmabili e di particolare criticità”. Il Fondo è istituito presso il ministero dell’Interno. Altre risorse, 50 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, sono stanziate per favorire l’inclusione sociale dei migranti e dei loro familiari. A questo scopo è istituito il “Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati”, presso il ministero della Solidarietà sociale.
Fonte stranieriinitalia.it

Libia ha arrestato 709 immigrati clandestini a fine ottobre

Martedì, 7 Novembre, 2006

TRIPOLI - La polizia libica ha arrestato 708 migranti clandestini che tentavano di imbarcarsi per l’Europa dalla Libia a fine ottobre.
Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Jana. Nel corso dello stesso periodo dal 22 al 31 ottobre le autorità libiche hanno anche trattenuto 1.213 clandestini di varie nazionalità. Le ultime espulsioni portano pertanto ad almeno 6.800 il numero di persone rimandate a casa da metà settembre, secondo le cifre libiche. La Libia ospiterà una conferenza europeo-africana sull’immigrazione a novembre.
L’Europa ha lanciato un appello ai paesi nordafricani affinché si impegnino di più per fermare il flusso di migranti illegali che cercano di raggiungere l’Europa tramite l’Italia e la Spagna. I governi africani hanno esortato una collaborazione allargata fra Europa e Africa, sostenendo che le misure restrittive per combattere l’emigrazione non sono efficaci se non si accompagnano ad aiuti allo sviluppo nei paesi di partenza.
Fonte reuters.it

Ordine pubblico, i sindaci in rivolta

Martedì, 7 Novembre, 2006

Il consiglio di Treviso ha votato all’unanimità una mozione di Michielon (Lega): «Va arginato anche il fenomeno degli immigrati irregolari»
Gobbo capofila dei colleghi veneti: Roma deve darci agenti e più fondi

TREVISO. E adesso sull’emergenza criminalità nella Marca intervengono i sindaci. Gian Paolo Gobbo, primo cittadino del capoluogo, ha avuto ieri il mandato dal consiglio comunale, su mozione presentata dal capogruppo leghista Mauro Michielon: promuoverà, di concerto agli altri 94 sindaci della provincia, a prescindere da ogni colore politico, un summit con gli altri primi cittadini dei capoluoghi veneti sulla carenza degli organici delle forze dell’ordine, e sul fenomeno degli extracomunitari irregolari o coinvolti in reati di furto e spaccio. Gobbo vuole a Roma per chiedere agenti e carabinieri e bloccare il temuto trasferimento di organici a Napoli. Sulla vicenda è intervenuto il prefetto reggente Adinolfi: «Nessun trasferimento»
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Immigrati: crescono di 12mila in un anno

Martedì, 7 Novembre, 2006

Al primo posto albanesi e romeni. In aumento la schiera di laureati

di Donatella Zorzetto
PAVIA. Dodicimila stranieri in più in un anno: cresce il numero di immigrati che guarda alla provincia di Pavia come propria dimora. Cresce a ritmo veloce secondo il “Terzo rapporto sull’immigrazione straniera nella provincia di Pavia” elaborato da Prefettura e Amministrazione provinciale, con il supporto di Regione e Fondazione Ismu. Un lavoro che segnala una nuova tendenza: sono in aumento gli immigrati che nel Pavese decidono di metter su famiglia.
Il rapporto sull’immigrazione, presentato ieri mattina, ha visto collaborare Prefettura e Provincia nel raccogliere il materiale statistico che si riferisce alla popolazione straniera presente (indipendentemente dalla residenza e dalla regolarità riguardo al soggiorno) a Pavia e in un insieme di altri 32 Comuni scelti nel territorio provinciale con criteri di rappresentatività rispetto ad alcune caratteristiche ritenute significative.
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Sarà telematico il permesso di soggiorno

Martedì, 7 Novembre, 2006

Dal 6 novembre un nuovo sistema telematico al servizio dei cittadini extracomunitari per il rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno
La fase pilota del progetto avviata in cinque province italiane si è avvalsa della collaborazione di Poste Italiane e della partecipazione dell´Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e degli Istituti di Patronato

Prato, Ancona, Frosinone, Brindisi e Verbano-Cusio-Ossola sono le cinque province interessate alla fase pilota, di tre settimane, per la sperimentazione del un nuovo sistema telematico per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari.
La semplificazione e la riduzione dei tempi delle attuali procedure, nonché un recupero di risorse umane da parte degli Uffici Immigrazione delle Questure, gli obiettivi fondamentali dell’iniziativa voluta dal Ministero dell’Interno, che si avvale della collaborazione di Poste Italiane e della partecipazione dell´Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e degli Istituti di Patronato.
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