Archivio di Mercoledì, 8 Novembre, 2006

D’Alema al Marocco: approccio comune sull’immigrazione

Mercoledì, 8 Novembre, 2006

In materia di immigrazione e’ necessario ‘rilanciare un approccio globale, il che significa un approccio di collaborazione sociale ed economica con i paesi africani, perche’ il grande tema delle migrazioni non e’ soltanto un tema di sicurezza, ma anche di cooperazione sociale, politica ed economica’. E’ quanto ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema in conferenza stampa congiunta con il ministro delegato agli Affari Esteri del Marocco, Taieb Fassi Fihiri.
‘In questo quadro - ha evidenziato D’Alema - mi pare di poter dire che fra i nostri due paesi ci sono grandi convergenze e la volonta’ di continuare a lavorare insieme e di proporci obiettivi comuni ambiziosi’.
Il titolare della Farnesina ha ricordato che il ‘Marocco e’ un paese tra i piu’ vicini all’Europa nel mondo arabo e ha un forte legame con l’Italia, anche per la grande comunita’ marocchina che vive nel nostro Paese’.
Anche il ministro marocchino si e’ detto convinto della necessita’ di un approccio globale. ‘Siamo d’accordo con un approccio globale che affronti le dimensioni della sicurezza e dell’economia’.
‘I giovani marocchini sono attirati in Europa dalle prospettive di lavoro e percio’ la risposta deve essere globale’.
Fihiri ha poi precisato che ‘il Marocco e’ felice che l’Italia svolga un ruolo sempre piu’ crescente non solamente nella nostra regione ma anche nello spazio mediterraneo’.
‘Sono sicuro - ha concluso - che l’Italia svolgera’ un ruolo importante anche nel Consiglio di sicurezza dell’Onu a partire dal prossimo gennaio’.
Fonte aduc.it

Fortress Europe: 76 vittime dell’immigrazione clandestina ad ottobre

Mercoledì, 8 Novembre, 2006

Ma le testimonianze di familiari e associazioni dei Paesi di transito e d’origine parlano di cifre triple. Ripresi gli assalti al grillage di Melilla e gli sbarchi lungo la costa spagnola. Dal 1988 almeno 5.620 morti alle frontiere, 1.827 sono dispersi

di Lara Alisio (Gabriele Del Grande)
BAMAKO - “L’ho saputo solo ieri sera alle undici, mi ha chiamato mio cugino, Madou è morto, a Zuwarah”. Nel naufragio sono annegati altri 26 giovani, Isa è a Bamako, Mali, per un incontro sull’immigrazione clandestina e ricorda al pubblico il racconto dei sopravvissuti. La notizia non compare su nessun quotidiano, ma è attendibile quanto il dolore delle famiglie che dai villaggi dell’Africa sub-sahariana piangono i loro cari. Il mese di ottobre ha visto la morte di almeno 76 persone nelle acque frontaliere tra Algeria e Spagna, Sahara e Canarie, Libia e Malta, Turchia e Grecia, stando alle notizie riportate dai principali quotidiani. Come ogni mese viene da chiedersi quanto il dato rispecchi la realtà. Statistiche non ce ne sono, ma le testimonianze raccolte nelle scorse settimane da Fortress Europe in Marocco, Mali e Sahara occidentale fanno preoccupare seriamente. Isa non é il solo ad aver perso un familiare in un naufragio fantasma. Secondo l’associazione Alter Forum, di Laayoun (Sahara), ad ottobre sono morte una trentina di persone in due distinti naufragi al largo di Tarfaya, il porto africano più vicino alle Canarie. Dal Marocco invece arriva la segnalazione dell’Associazione degli amici e delle famiglie delle vittime dell’immigrazione clandestina (Afvic), che parla di 168 morti in un naufragio in acque libiche. E le testimonianze dei migranti sub-sahariani rimpatriati dall’Algeria in Mali, a Tisawati, parlano di molti, troppi, corpi essiccati al sole lungo le piste di sabbia che attraversano il Sahara da Tamanrasset verso Oran e Algeri, alla volta della frontiera marocchina verso Ceuta e Melilla, la Spagna meridionale, o le Canarie, via Rabat e Laayoun. Applicando lo stesso metro alle stime di Fortress Europe, dietro le 5.620 vittime certe dell’mmigrazione clandestina negli ultimi vent’anni, potrebbe nascondersi una strage almeno due o tre volte superiore.
(more…)