Archivio di Domenica, 29 Ottobre, 2006

La legalità della precarietà.Immigrazione e schiavismo.

Domenica, 29 Ottobre, 2006

Nella provincia di Ragusa, una recente ispezione dell’INPS su 420 imprese dei settori agricolo, commerciale e artigianale, ha riscontrato un 75,71% di aziende irregolari.

di Pippo Gurrieri

Nella provincia di Ragusa, una recente ispezione dell’INPS su 420 imprese dei settori agricolo, commerciale e artigianale, ha riscontrato un 75,71% di aziende irregolari; tre su quattro aziende basano la loro esistenza sul lavoro nero; infatti delle 318 irregolari, 101 sono risultate totalmente in nero; 511 lavoratori non hanno mai percepito un centesimo di contributo, il restante ‘campione’ riceve regolarmente dei fuori busta sui quali l’azienda evade le somme dovute al fisco. Questo, in una provincia ritenuta in Sicilia tra le più sane in tema di legalità e rispetto dei diritti.

In realtà fasce crescenti di lavoratori sono intrappolate nei meandri della Legge Biagi e subiscono una varietà di contratti a perdere; qui regna il ricatto di un sottosalario, di un fuori busta non tassato, di un ingaggio a tempo determinato o non corrispondente alla mansione realmente svolta, di un part time, di un tempo di lavoro superiore a quanto viene retribuito. Ma resta ancora un lavoro ‘nero’ parziale, perché spesso questo trattamento rientra negli ‘accordi’ e come tale viene ‘rispettato’. Dove invece è nero totale, l’unica certezza sono i ricatti espliciti, come nel caso della commessa di abbigliamento, senza limiti di orario, multifunzionale, pagata ‘a discrezione’ due/trecento euro al mese, che deve anche comprare i vestiti che indossa nel negozio dove lavora, e con la porta sempre aperta per essere buttata fuori (la parola ‘licenziata’ sarebbe troppo …garantista).
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Avvelenati dal lavoro in serra

Domenica, 29 Ottobre, 2006

di Pippo Gurrieri
E’ una calda serata di un agosto morente quando il corpo di Campus, un giovane immigrato rumeno di 25 anni, viene abbandonato senza vita davanti all’ospedale di Comiso; due giorni dopo è la volta di Josif, sempre rumeno, ma di anni 46, ad essere abbandonato davanti al pronto soccorso di Ragusa, anch’egli morto. Le agenzie di stampa faranno il lancio parlando di braccianti morti per “avvelenamento da metanolo”, e quando giornali e tv raccoglieranno la notizia, altri immigrati entreranno in ospedale con sintomi di grave avvelenamento. Nell’arco di pochi giorni però la notizia scompare dagli organi di informazione, non prima di essere ritoccata citando il parere dei medici, che chiudono i casi parlando di probabile uso di metanolo per adulterare il vino.
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