Archivio di Lunedì, 2 Ottobre, 2006

Il Ce.Pa. risponde a “Il Giornale”

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

I nuovi compiti affidati ai Patronati in materia di immigrazione un fatto positivo per migliorare l’efficienza del servizio

ROMA - Il quotidiano “Il Giornale” ha pubblicato ieri un articolo intitolato “Lo stato appalta gli immigrati ai sindacati”. Il testo riporta notizie del tutto infondate in merito alle finalità dei Patronati e ai contenuti del Protocollo di intesa tra Ministero dell’Interno e questi Istituti; il protocollo riguarda l’assistenza ai cittadini non comunitari e comunitari per i rinnovi dei titoli di soggiorno, nell’ambito del Progetto di semplificazione delle procedure promosso dal Ministero dell’Interno. Nel Protocollo è esplicitamente previsto che “l’attività del Patronato viene svolta a titolo gratuito nell’ambito dei compiti assegnati dalla legge 152/2001”. Il Ce.Pa. (Centro Patronati: Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil, Ital-Uil) ritiene indispensabile, dunque, fare chiarezza sull’argomento.
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Rischio espulsione per vincitrice di borsa di studio

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

ROMA (Reuters) - Una studentessa marocchina iscritta al terzo anno della facoltà di Economia di Pisa e titolare di una borsa di studio rischia di essere espulsa dall’Italia e il ministro dell’Università e della ricerca Fabio Mussi ha chiesto l’interessamento sul suo caso del ministero dell’Interno. Lo ha riferito oggi una funzionaria del dicastero dell’Università.

“E’ una studentessa con una borsa di studio e ottimi risultati per mantenerla. Come si fa a mandarla via?”, si domanda una portavoce del ministro Mussi.
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Melilla: Migranti alle porte d’Europa. Il muro impossibile

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

Arrivano da tutti i paesi dell’Africa nera. Viaggiano a piedi attraverso la savana e il deserto e restano nascosti per anni nelle foreste del Marocco, in attesa di “scavalcare la rete” ed entrare nell’enclave spagnola di Melilla. Braccati dai militari, sottoposti a ogni tipo di violenza, molti non ce la fanno. E allora ripartono per la Mauritania per imbarcarsi per le Canarie, la “nuova porta” d’accesso all’Europa.

di Maurizio Dematteis da Melilla

«Fratello, questa è una guerra. Soltanto Dio sa come andrà a finire. Ho tentato di scavalcare la Valla (rete posta a protezione della frontiera spagnola di Melilla, nda) tre volte. Mi hanno sempre preso. Mi hanno picchiato e riportato alla frontiera con l’Algeria. Ora mi riposo per qualche settimana e appena trovo qualche soldo riparto per la Mauritania. La nuova via è quella. Qui dal Marocco è sempre più difficile passare». Ibrahim, camerunese di 25 anni, ha lo sguardo basso sulla terra brulla della foresta di Oujda, città marocchina al confine con l’Algeria. È in Marocco ormai da 2 anni e mezzo, e la doppia recinzione di rete e filo spinato alta 6 metri che circonda i 12 chilometri quadrati della cittadina spagnola di Melilla, enclave spagnola in terra d’Africa, è diventata la sua ossessione. «Per passare la rete bisogna avere dei jeans, un giubbotto a maniche lunghe e dei guanti di cuoio - spiega Sibo Kamara, ivoriano trentenne seduto a fianco a Ibrahim - Altrimenti il filo spinato in cima alla barriera ti strappa la pelle. Si scavalca la prima rete con una scala e se ne lancia un’altra per scavalcare la seconda. Ho provato già tante volte ma non sono mai riuscito. Quest’inverno un compagno avanti a me è riuscito a passare. Ora è nel Ceti (centro di accoglienza di Melilla, nda), ogni tanto mi telefona e mi ha detto che a giorni lo trasferiscono in Spagna». Sibo è rimasto “prigioniero della foresta” con Ibrahim e centinaia di altri immigrati subsahariani clandestini: provengono dal Camerun, Costa d’Avorio, Liberia, Guinea Bissau, Guinea Conakri, Sierra Leone, Ghana, Nigeria, Gabon e vivono alla giornata, braccati dai militari marocchini e costretti a dormire sotto gli alberi. «Il nostro mondo finisce sul limite della foresta - spiega Mukete, un ragazzo alto e magro proveniente dal Camerun - Sono quasi due anni che vivo nascosto tra questi alberi. Se esco e mi prendono i militari mi portano a morire nel deserto dell’Algeria. Sto aspettando il momento migliore per mettermi in marcia per Melilla o Ceuta». Come i suoi compagni Mukete è convinto che si tratti solo di tempo, perché «non è possibile che ci fermino - continua - Mi hanno detto che stanno costruendo una terza rete intorno a Melilla. Ma non riusciranno a fermarci. Ho lasciato il mio paese in cui non avevo nulla, sono entrato in Nigeria, ho attraversato il Niger, poi il Mali, l’Algeria e infine sono arrivato qui in Marocco. Ora non è giusto che ci impediscano di andare verso una vita migliore, non abbiamo fatto niente di male».
Prigionieri della foresta
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Trani: Corso gratuito di italiano per immigrati e immigrate

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

La Cooperativa Sociale Comunità Oasi 2 di Trani organizza un corso gratuito di italiano per immigrati e immigrate. L’inizio del corso è previsto per lunedì 2 ottobre e si terrà presso la sede dell’Oasi 2, in via Pedaggio S. Chiara 57. Le lezioni si articoleranno in tre incontri settimanali nei giorni di lunedì, il martedì e il giovedì dalle ore 18.00 fino alle ore 20.00.
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Pisanu (FI): “Intervenire sugli immigrati di seconda generazione”

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

“Problema nasce dalla segregazione socio-economica degli immigrati nei quartieri-ghetto”

ROMA - In Italia si va formando una “seconda generazione” di immigrati ed è su questi che bisogna intervenire progettando un “modello italiano di integrazione” che “ci metta al riparo dai rischi della radicalizzazione, della criminalità e del terrorismo”.

Lo ha detto il senatore Giuseppe Pisanu (Fi), intervenendo ieri al convegno ‘Immigrazione, identita’, integrazione organizzato dal Centro studi americani e dall’ ambasciata degli Stati Uniti in Italia.
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Sbarcati a Lampedusa in 450

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

Oltre 450 immigrati clandestini sono giunti complessivamente a Lampedusa dalla mezzanotte scorsa.
Il gruppo piu’ consistente, composto da 230 immigrati, fra i quali 42 donne, e’ arrivato intorno all’una della notte scorsa sulla piu’ grande delle isole pelagie a bordo di un barcone in legno che era stato agganciato nella serata di ieri da una motovedetta della guardia di Finanza.

Successivamente un barcone che 24 clandestini, fra i quali due donne e un neonato, e’ stato intercettato a poche miglia dall’isola mentre altri 33 immigrati, a bordo di due distinte piccole imbarcazioni sono stati bloccati a terra in due diverse zone di Lampedusa.
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Sbarco a Pozzallo. Intercettati 250 a largo di Lampedusa

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

Quarantanove migranti sono stati intercettati sulla terraferma, a Pozzallo, nel Ragusano, tra ieri sera e stamattina. Gli immigrati sono giunti a bordo di due barche, entrambe arenate sulla spiaggia a distanza di alcune ore. Il primo barcone, con 18 extracomunitari, è stato scoperto poco prima della mezzanotte di ieri. I clandestini hanno raccontato di avere viaggiato vicino ad un’altra barca, che le motovedette della guardia costiera hanno cercato di rintracciare la scorsa notte. L’imbarcazione è stata trovata intorno alle 7, incagliata a ridosso della spiaggia: 31 i clandestini bloccati, tra cui 9 donne.
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Almeno 230 arrivano a Lampedusa

Lunedì, 2 Ottobre, 2006

ROMA (Reuters) - Sono almeno 230 i clandestini che in queste ore stanno sbarcando a Lampedusa, dice il Comando generale delle capitanerie di porto. I migranti - fra i 230 e i 250 - viaggiavano su un barcone avvistato nella notte a circa 52 miglia a sud dell’isola. Sono intervenute due motovedette - una della Guardia costiera e una della Guardia di Finanza - che stanno trasbordando i clandestini, dice il Comando. “Ieri ci sono stati diversi altri sbarchi sulle coste siciliane”, ha detto un funzionario senza fornire dati precisi.
Fonte reuters.it