Immigrazione: diritti umani violati dal governo Berlusconi
Venerdì, 15 Settembre, 2006Human Rights Watch, una delle più autorevoli organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani, in un rapporto sugli abusi contro migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Libia punta il dito contro le «violazioni al diritto internazionale» compiute tra il 2004 e il 2005 dall’Italia.
L’accusa è rivolta al governo Berlusconi, in carica allora, per aver «espulso verso la Libia più di 2.800 migranti», rimpatriati poi da Tripoli verso i loro paesi d’origine. Il «j’accuse» è contenuto in un rapporto di 135 pagine che sarà pubblicato domani e che documenta gli «abusi» compiuti dal governo libico ai danni di migranti e rifugiati. Secondo Hrw, i paesi membri dell’Unione Europea, tra cui figura in prima linea l’Italia in quanto maggiormente interessata dalle migrazioni dal paese nordafricano, non hanno spinto la Libia a rispettare i diritti delle centinaia di migliaia di stranieri che ospita. Inoltre, secondo il rapporto, le autorità libiche «hanno proceduto all’arresto arbitrario di stranieri privi di documenti, maltrattandoli durante la detenzione, e li hanno rimpatriati con la forza in paesi in cui avrebbero potuto essere esposti al rischio di persecuzione o tortura, come Eritrea e Somalia».
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