Archivio di Lunedì, 21 Agosto, 2006

Italia ha pochi mezzi per affrontare emergenza Ue

Lunedì, 21 Agosto, 2006

di Antonella Cinelli
ROMA (Reuters) - La morte in mare di almeno 11 clandestini in due giorni, con decine di dispersi nel Canale di Sicilia, è l’aspetto più drammatico di una nuova emergenza-sbarchi che ha portato sulle coste siciliane migliaia di immigrati in meno di un mese, e che già aveva fatto lanciare dall’Italia un appello all’Unione europea a fine luglio.

In effetti il numero limitato di mezzi a disposizione - la Marina Militare ha una sola nave nel Canale di Sicilia, ufficialmente per la vigilanza sulla pesca -, la vastità dello spazio marino da controllare e la mancata collaborazione fin qui della Ue lasciano pensare che il fenomeno per ora non sia destinato a ridursi.
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Appello della Rete antirazzista catanese - Mai più naufragi, mai più galere etniche

Lunedì, 21 Agosto, 2006

Un altro naufragio al largo di Lampedusa, 20 dispersi che si aggiungono ai 40 dell’ennesima tragedia del mare che si è consumata il 19 agosto: 10 vittime accertate, le ultime della lista ormai lunghissima di tutte le vite che negli ultimi anni si sono perdute nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

Constatiamo con amarezza che i primi commenti che giungono dalla comunità lampedusana continuano ad invocare misure repressive; si chiede con forza di bloccare con ogni mezzo l’immigrazione clandestina per il bene di tutti coloro che attraversano il nostro mare a rischio della loro vita. Ma dietro questa preoccupazione se ne celano altre, come si evince dalle dichiarazioni del sindaco di Lampedusa, Bruno Siragusa: “Spero che dopo questa ennesima strage vengano prese dall’Unione Europea decisioni importanti, affinché si creino le condizioni per non fare più partire altri barconi in condizioni di pericolo verso le nostre coste”.
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Tre sbarchi in Sicilia. Un barcone alla deriva con 200 persone a bordo. A Lampedusa vertice con Bianchi

Lunedì, 21 Agosto, 2006

Non si fermano gli sbarchi in Sicilia. Tra questa notte e questa mattina sono 47 gli immigrati arrivati, in tre diverse ondate, a Lampedusa e Pantelleria.
Ventotto extracomunitari, a bordo di un’imbarcazione, sono riusciti ad arrivare nel porto di Lampedusa e sono stati fermati a terra da Carabinieri e Finanza. Poco dopo in dieci sono stati intercettati dai Carabinieri sull’Isola dei Conigli di Lampedusa.
Sempre i Carabinieri hanno fermato, quando avevano già raggiunto la spiaggia, nove clandestini sbarcati sull’isola di Pantelleria.

Stato di allerta anche per un barcone carico di immigrati avvistato alla deriva a 42 miglia a est di Lampedusa. A bordo, secondo stime del comando della capitaneria di porto di Palermo, dovrebbero esserci circa 200 persone. L’imbarcazione è stata segnalata da un peschereccio di San Benedetto del Tronto che ha fatto scattare l’allarme. Sul posto sono arrivate due motovedette della Guardia costiera. Le operazioni di soccorso sono rese difficoltose dalle condizioni meteo in peggioramento con venti forza 4.
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Una tragedia senza fine Strage bis a Lampedusa

Lunedì, 21 Agosto, 2006

SOCCORSI DALLE VEDETTE AL LARGO DELL’ISOLA. SONO NIGERIANI, EGIZIANI, SUDANESI. ALCUNI SONO PARTITI DAL DARFUR MARTORIATO DALLA GUERRA
Affonda un gommone, si salvano in dieci: un bambino tra i dispersi

LAMPEDUSA. Sono rimasti in acqua per 24 ore prima di essere salvati da un peschereccio: sono i superstiti della nuova tragedia di clandestini che si è registrata ieri a 70 miglia da Lampedusa. Un gruppo di extracomunitari, formato da 39 persone, che viaggiavano su un gommone, è affondato, e si sono salvati solo in dieci. Il primo corpo recuperato a tarda sera dalla Finanza è di una giovane donna. E si pensa che fra le vittime ci possono essere anche bambini. La dinamica di quello che è accaduto a largo dell’isola l’hanno fornita proprio i sopravvissuti. «Eravamo in 39 - hanno detto - con noi c’erano anche cinque donne e un bambino. Il gommone sul quale viaggiavamo è affondato sabato». I dieci superstiti sono giunti sull’isola con una motovedetta della Guardia costiera.
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