Archivio di Giovedì, 20 Luglio, 2006

Comunicato Stampa 20 Luglio del Collettivo Migranti di Catania e Ragusa

Giovedì, 20 Luglio, 2006

Nuove ombre di dubbio e perplessità si allungano sul Cpt di viale Napoleone Colajanni.
Dai giornali del 18 Luglio abbiamo appreso che una migrante marocchina detenuta nel “Centro di Permanenza Temporanea” sia fuggita.
“L’episodio risale a due-tre giorni fa, ma solo ieri è trapelato” recita l’articolo, facendoci rabbrividire di fronte all’ennesima vicenda poco chiara consumatasi dietro le grate e le siepi che cercano di nascondere anche alla vista questa struttura e le sue prigioniere.
Come poco chiaro è il fatto del perché una notizia del genere debba essere tenuta segreta per due – tre giorni, oppure come né “l’indagine interna” né “nessuno” sia riuscito a capire e a spiegarsi come ciò sia potuto accadere.
A prescindere dal fatto, che tale episodio ci risulta non essere una grande novità, ci chiediamo sommessamente: “ma se le donne migranti stanno così bene lì dentro perché fuggono?.” Da chi fuggono?. Da cosa fuggono?
Ci risulta che si scappa da “galere o similari” e non da luoghi dove vengono rispettati i diritti, dove vieni confortato dopo avere rischiato la vita, dove vieni curato se hai qualche problema di salute.
Ma probabilmente tale pensiero è talmente banale da non essere neanche considerato.
Pochi giorni fa il centro è stato oggetto dell’ ispezione della Commissione Europea contro le torture, che ha “ha preso atto con soddisfazione delle condizioni delle donne”.
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La barca dei disperati, respinti da tutti salvati da un peschereccio, bloccati a Malta

Giovedì, 20 Luglio, 2006

Il comandante spagnolo della “Francisco Catalina” li ha fatti salire sette giorni fa prima che la loro barchetta affondasse

di FRANCESCO VIVIANO
DA BORDO DEL “FRANCISCO CATALINA” (MALTA) - Da lontano è una macchia bianca con piccole strisce rosse. Poi, quando si riesce ad avvicinarsi eludendo la sorveglianza della motovedetta della Marina Militare maltese che controlla a distanza ormai da sette giorni, si scopre un altro dramma del mare: uomini, donne (fra cui due incinte), e infine Giulia, una bambina di due anni, stipati sul peschereccio spagnolo “Francisco Catalina”, che li ha salvati dall’affondamento della loro piccola imbarcazione, a 113 miglia dalla costa libica da dove quei disperati erano partiti 12 giorni fa.
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Lampedusa, sbarcata imbarcazione

Giovedì, 20 Luglio, 2006

PALERMO - E’ giunta in serata nel porto di Lampedusa l’imbarcazione, con a bordo 29 immigrati, soccorsa da una motovedetta. Tra gli extracomunitari, tutti di origine eritrea, c’erano 8 donne. In serata, a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera, erano arrivati sull’isola anche i 39 clandestini soccorsi da una nave della Marina Militare al largo delle Pelagie.
Fonte corriere.it