Archivio di Venerdì, 16 Giugno, 2006

Rabbia e abbandono tra gli schiavi di Cassibile

Venerdì, 16 Giugno, 2006

Un incendio distrugge parte dell’accampamento dei lavoratori immigrati stagionali nel siracusano. Dubbi sulle cause e ritardi nei soccorsi. «Mentre qui dilagava il panico l’amministrazione comunale ha fatto finta di non sapere nulla di quanto stava accadendo», racconta un sacerdote. E in duecento sfilano contro gli stranieri

di Massimo Giannetti
Ha rischiato di essere il finale tragico di una stagione da cani. Ma l’incendio che domenica pomeriggio ha semidistrutto l’accampamento degli schiavi per fortuna non ha provocato vittime. Le cause non sono state ancora accertate: c’è chi parla di incendio doloso e chi sostiene invece che sia stato accidentale. I pompieri sono convinti che sia partito fuori dal campo mentre i carabinieri sostengono il contrario. L’unica cosa certa è che il fuoco è arrivato nel momento in cui Cassibile (frazione di Siracusa), o almeno una parte di essa, ha raggiunto il massimo dell’insofferenza nei confronti di quei morti di fame che si aggirano nel paese «rendendolo invivibile». «E’ meglio pensare che si sia trattato di una fatalità che di altro - dice padre Carlo D’Antoni trattenendo a stento la rabbia mentre aiuta gli immigrati a risistemare le tende nel terreno che ancora puzza di bruciato -. Io non ho prove per accusare nessuno. So soltanto che a Cassibile tutto va contro questi poveracci, sfruttati dai padroni nei campi di lavoro e costretti a vivere come bestie in questo accampamento. Per le istituzioni non esistono. Ieri, mentre qui c’era il panico con il vento che ingigantiva le fiamme, l’amministrazione comunale fingeva di non saperne niente. Si è fatta vedere soltanto alle 22, cinque ore dopo l’inizio dell’incendio e dopo decine di telefonate e richieste di soccorso».
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Donne, giovani ed immigrati maggiormente esposti ai nuovi rischi per la salute causati dalla flessibilizzazione del lavoro

Venerdì, 16 Giugno, 2006

Presentazione a Roma di una ricerca Inca Cgil ed Ires

ROMA - Donne, giovani ed immigrati – ricorda il Patronato Inca Cgil - sono le categorie di lavoratori maggiormente esposti ai nuovi rischi per la salute causati dai processi di flessibilizzazione del lavoro.

Se il più alto rischio per la salute è percepito dai lavoratori delle Costruzioni con il 58,9%, seguiti dal settore Metallurgico con il 42,9% nel settore Metalmeccanico “solo” il 26,7% percepisce il rischio del proprio lavoro in fabbrica.
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Presentazione a Roma di “Immigrazione irregolare in Italia”

Venerdì, 16 Giugno, 2006

Presentazione a Roma di “Immigrazione irregolare in Italia” e Polonia. Nuovo paese di frontiera. Da stranieri a comunitari”.
Il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes promuove la presentazione a Roma di due nuovi libri sull’immigrazione che verranno distribuiti ai partecipanti.

Martedì 27 giugno, alle ore 11, presso la sala Caritas di Viale Baldelli 41 (metro San Paolo) verrà presentato il volume “Immigrazione irregolare in Italia/Irregular Migration in Italy”.
La ricerca bilingue, di 140 pagine, è stata condotta nell’ambito del programma European Migration Network promosso dalla Commissione Europea.
Interverranno rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, della Caritas Italiana e della Commissione UE. E’ stato invitato a concludere un rappresentante del Governo.
Fonte meltingpot.org

10 punti per cambiare la Bossi-Fini

Venerdì, 16 Giugno, 2006

Magistratura Democratica e l’Associazione per gli Studi giuridici sull’immigrazione hanno presentato un documento di proposta per una nuova politica del diritto sull’immigrazione. Si tratta di dieci punti di riforma della legge Bossi-Fini, frutto di anni di esperienza e riflessione maturate a contatto con le associazioni e la società civile.

La prima parte del documento, dedicata a “una legislazione giusta ed efficace sull’immigrazione”, propone di costruire canali di ingresso legali per l’immigrazione, consentendo in primo luogo l’incontro nel nostro paese tra domanda e offerta di lavoro, attraverso l’introduzione di un titolo di ingresso per ricerca di lavoro, una maggiore flessibilità nella conversione dei vari titoli di soggiorno, la valorizzazione di istituti come il ricongiungimento familiare e lo sponsor, che andrebbe reintrodotto.
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I nati in Italia potranno essere italiani

Venerdì, 16 Giugno, 2006

ROMA, 15 GIU - Se un bambino straniero nasce in Italia da genitori residenti nel nostro Paese da almeno 2 anni diventa automaticamente cittadino italiano. Lo prevede una proposta di legge dell’Ulivo, primo firmatario Ermete Realacci. Anche se il minore non e’ nato in Italia puo’ diventare cittadino italiano dimostrando di viverci da almeno 6 anni, di aver frequentato un corso scolastico o di formazione o di svolgere ‘regolare attivita’ lavorativa’. Contraria la Lega: e’ un colpo di stato, dice Maroni.
Fonte basilicatanet.it