Archivio di Mercoledì, 7 Giugno, 2006

Stati Uniti: un chip per i lavoratori immigrati

Mercoledì, 7 Giugno, 2006

Proposta shock dagli Usa: inserire un microchip sottocutaneo a chi passa la frontiera per lavoro. L’ipotesi piace all’ala conservatrice dei Repubblicani e al Presidente colombiano Uribe. Negli Stati Uniti vivono circa 12 milioni di persone senza documenti, ogni anno se ne aggiunge milione e, in questi giorni, si apre il dibattito intorno alla possibilità di impiantare chip sottopelle per il controllo dell’immigrazione e dei “lavoratori ospiti”. La proposta arriva da Scott Silverman, presidente e amministratore delegato della Appied Digital che in un’intervista a Fox & Friends spiega come rispondere all’appello lanciato il giorno precedente dal Presidente americano Bush, ovvero sapere chi si trova negli Stati Uniti e per quali ragioni.
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La proposta del governo britannico: tremila sterline per lasciare l’Inghilterra

Mercoledì, 7 Giugno, 2006

LONDRA - Duemila sterline in contanti e altre mille in corsi di formazione e educazione per ritornare al paese d’origine. Questa è l’offerta del Governo britannico a 54.000 stranieri che hanno fatto richiesta di asilo. Lo schema, introdotto in via sperimentale all’inizio dell’anno funziona. In soli quattri mesi, 1.956 immigrati irregolari hanno lasciato il Regno Unito. Tony McNulty, ex sottosegretario per l’Immigrazione, ha detto che 3.000 sterline (4.500 euro) «sono un bel risparmio, confrontate con le 11.000 necessarie per ottenere il rimpatrio coatto», e un portavoce del ministero dell’Interno ha voluto sottolineare come «dei rimpatri spontanei sono sempre preferibili a dei rimpatri forzati».
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