Archivio di Martedì, 6 Giugno, 2006

Cassazione: “Il clandestino recidivo non può essere arrestato”

Martedì, 6 Giugno, 2006

La Cassazione: Niente carcere per l’immigrato
che disubbidisce all’ordine di abbandonare l’Italia
Ribaltato il pensiero del Tribunale della libertà di Bologna

ROMA - Niente carcere per il clandestino che disubbidisce all’ordine di abbandonare l’Italia; tutt’al più dovrà essere dovrà essere accompagnato in un centro di temporanea permanenza in attesa di essere trasferito oltre confine. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione chiamata a dirimere il caso di un’immigrata clandestina di 24 anni, senza fissa dimora e senza un lavoro stabile, costretta dal Tribunale della libertà di Bologna a restare in carcere perché sorpresa per la terza volta a disattendere l’ordine di espulsione emesso dall’autorità di polizia.

Secondo la Corte suprema, “l’intenzione del legislatore è quella di ammettere, quale unica forma di esecuzione del nuovo provvedimento di espulsione dello straniero già condannato per non aver volontariamente ottemperato all’ordine di allontanamento, quella dell’accompagnamento alla frontiera. Qualora ciò non sia immediatamente possibile, può soltanto disporsi il trattenimento presso un centro di permanenza per i necessari accertamenti sull’identità e nazionalità in vista dell’esecuzione coattiva del provvedimento”.
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