Archivio di Lunedì, 5 Giugno, 2006

Peschereccio siciliano lascia porto libico

Lunedì, 5 Giugno, 2006

MAZARA DEL VALLO, Trapani - Il peschereccio “Franceso Paolo Lisma”, di 30 metri, che da tre giorni era fermo nel porto di Misurata, dopo aver recuperato tre cadaveri nel canale di Sicilia e averli portati in Libia, ha lasciato il porto dopo il consenso delle autorità locali. L’ armatore del peschereccio, Nicolò Lisma, 39 anni, dice di “essere contento per il suo equipaggio”, ringrazia “il ministro degli Esteri D’Alema per il suo interessamento”, ma si rammarica perché “dopo questa vicenda saranno pochi i pescherecci che tirando su con le reti cadaveri di clandestini non ributteranno in mare i corpi”. I 9 componenti l’ equipaggio, tre giorni fa, durante una battuta di pesca nel cosiddetto “deserto”, un’ area marina del canale di Sicilia dove si pesca soprattutto il gambero, a 80 miglia dalle coste libiche, hanno tirato fuori dalle acque anche tre cadaveri e li hanno portati a Misurata, in Libia. Da allora le autorità libiche hanno trattenuto il peschereccio e l’equipaggio.
Fonte agenews.it

Rogo nella bidonville di Cassibile cresce la rabbia anti-immigrati

Lunedì, 5 Giugno, 2006

In 350 vivono nelle baracche, raccolgono patate
ingaggiati dai “caporali”. Paura e tensioni razziste
Nessuno in paese ha voluto aiutare gli stagionali che lavorano per 30 euro al giorno. Le risse scoppiano frequenti

di GIOVANNI MARIA BELLU
CASSIBILE - “È finita la raccolta delle patate ed è scoppiato l’incendio. Quando si dice il fato…”. Padre Carlo D’Antoni, mentre ancora il fumo si leva dalle baracche incenerite, sintetizza così la giornata peggiore della bidonville di Cassibile. Sono le 17 e ancora non sono rientrati tutti i 350 immigrati che da aprile a giugno si stabiliscono in questo boschetto alla periferia del paese per lavorare in nero come braccianti agricoli per 30 euro al giorno. Una sessantina di loro scoprono di non aver più un riparo per la notte.
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