LAMPEDUSA — Un peschereccio in ferro di 27 metri è pressappoco una nave. Nulla a che vedere con gli sgangherati barconi che trasportano frotte di immigrati verso le coste siciliane. Così, quando all’alba di ieri nel porto di Lampedusa il peschereccio ha iniziato le manovre per l’attracco, c’è voluto un po’ di tempo per capire che trasportava 524 clandestini, uno degli sbarchi più imponenti verificatisi negli ultimi anni in Sicilia e il più consistente di quest’anno. Contando sull’effetto sorpresa, il natante è riuscito ad avvicinarsi al porto, tanto da consentire ad alcuni immigrati di lanciarsi nell’acqua poco profonda, mentre altri sono riusciti ad allontanarsi dalla banchina, prima di disperdersi nelle contrade dell’isola. Ma le persone sfuggite al controllo, circa un centinaio, sono state rintracciate poco dopo dai carabinieri e condotte nel Centro di accoglienza, dove attualmente sono ospitati 727 extracomunitari, mentre la struttura è in grado di contenerne appena 190. I militari della Guardia di Finanza e la polizia hanno interrogato a lungo gli immigrati, nel tentativo di individuare gli scafisti che hanno condotto il peschereccio fin dentro il porto, facendo addirittura manovra per ormeggiare nella banchina dove normalmente attracca il traghetto di linea. Nel centro di prima accoglienza sono stati condotti anche i 32 clandestini soccorsi ieri da due motovedette della Guardia costiera e da una nave della Marina militare, sempre al largo di Lampedusa. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano era in difficoltà a causa del mare che ha raggiunto Forza 5. Dalla barca qualcuno è riuscito a chiamare con un satellitare, avvertendo un parente che in quel momento si trovava nel Cpt di Caltanissetta.
Fonte iltempo.it