Archivio di Martedì, 28 Marzo, 2006

Lampedusa in arrivo 326 clandestini

Martedì, 28 Marzo, 2006

Lampedusa lager

A breve 60 nel cpt saranno rimpatriati

Palermo, 28 mar. (Adnkronos) - Sono almeno 326 gli extracomunitari clandestini in arrivo a Lampedusa a bordo di due imbarcazioni avvistate intorno alle 7 da una nave della Marina militare italiana. In particolare nei due barconi sono stipati 141 e 185 clandestini. Per avere comunque un dato definitivo bisognera’ aspettare che si concludano, una volta giunti in porto, le operazioni di identificazione. Non si ferma comunque il flusso di extracomunitari. Fra ieri e oggi questo e’ il terzo sbarco. In totale sono arrivati circa 600 immigrati, quindi il centro di prima accoglienza del’isola e’ sovraffollato. Per 60 extracomunitari sbarcati nei giorni scorsi stamane e’ previsto il rimpatrio con un volo aereo.
Fonte adnkronos.com

Bush chiede al Senato di regolarizzare i “lavoratori ospiti”

Martedì, 28 Marzo, 2006

In piazza la protesta degli immigrati, in Campidoglio la nuova legge sull’immigrazione. I senatori statunitensi hanno cominciato ieri il dibattito sulla controversa riforma degli ingressi e dei permessi di lavoro per i cittadini stranieri. La Camera dei Rappresentanti aveva approvato in dicembre un severo testo. Il Senato con un primo emendamento ha già cancellato le pene previste per chi fornisce cibo, riparo o assistenza sanitaria agli immigrati clandestini.

Il capo della Casa Bianca, parlando a una cerimonia di naturalizzazione di neo-cittadini, ha ammonito: “Nessuno consideri gli immigrati come minacce all’identità americana perché sono gli immigrati ad aver fatto l’identità dell’America”.

George Bush ha chiesto al Senato di introdurre la figura del lavoratore ospite, un modo per dare una qualche forma di regolarizzazione agli 11-12 milioni di clandestini presenti in suolo americano. Contro il giro di vite chiesto dalla destra repubblicana in nome della sicurezza, sabato mezzo milione di persone avevano manifestato a Los Angeles.
Fonte euronews.net

Ecco la Cayenna dei migranti. E’ a Malta, è peggio della Cayenna

Martedì, 28 Marzo, 2006

di Laura Eduati
Il centro di detenzione Safi Barracks è una gigantesca gabbia dove i migranti vivono come bestie. Quando i militari maltesi aprono il lucchetto decine di africani ci accolgono urlando «freedom», «liberté». Si avvicinano con occhi ansiosi, è un coro ininterrotto di «aiutateci, qui dentro non possiamo vivere, soffriamo troppo». Sulle grate hanno appeso un lenzuolo: “Dio giudicherà Malta per ciò che fa ai migranti”.
L’odore dei loro corpi - lavati con una sola saponetta al mese in bagni spaventosi - è insopportabile. Nelle camerate dormono in materassi lerci, i più fortunati dispongono di lenzuola ormai gialle di sporcizia; vivono qui da mesi senza sapere perché, senza vedere medici, avvocati, volontari delle ong. Un’ora d’aria al giorno, a volte nemmeno quella «se non fanno i bravi». Senza un libro o un giornale da leggere, né una penna per scrivere; c’è una televisione in fondo al ballatoio, ma non una panca per sedersi a guardare l’unico canale - in maltese. «Diventeremo pazzi». Alcuni, pazzi, lo sono diventati già. Non ce la facevano più a sopportare l’attesa, 18 mesi di carcere perché sei illegale e con l’unica chance di ottenere l’asilo politico, a Malta. Non ce la facevano più: sono usciti di senno, i militari li hanno forzati a firmare un foglio, e poi se li sono portati via. Dove?
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