Archivio di Mercoledì, 15 Marzo, 2006

18 cadaveri a largo delle Canarie

Mercoledì, 15 Marzo, 2006

MADRID, 15 MAR - Diciotto cadaveri di clandestini che cercavano di raggiungere le isole Canarie sono stati ripescati da un’imbarcazione ospedale. Continua a riversarsi verso la Spagna l’ondata di sub-sahariani provenienti dalla Mauritania, con 123 arrivi solo oggi e oltre mille negli ultimi cinque giorni. Le nuove vittime si aggiungono ai 45 ripescati la scorsa settimana nella medesima area. Il governo spagnolo ha deciso l’invio di una missione ufficiale in Mauritania.
Fonte basilicatanet.it

Maroni a Pisanu: adesso i dati ci sono, ora si proceda alle espulsioni

Mercoledì, 15 Marzo, 2006

maroniSi apre nella maggioranza un nuovo caso-immigrati. Dopo il boom di domande e le conseguenti lunghissime file di extracomunitari davanti ai 6.244 uffici postali abilitati ad accettare le istanze di nulla osta per 170mila uomini e donne autorizzati ad entrare quest’anno in Italia, come previsto dal decreto flussi approvato dal Governo, la Lega lancia un messaggio al Viminale. “I dati sono raccolti. Se qualcuno ha inteso questa operazione come una sanatoria, ha fatto un errore”. “Il ministero dell’Interno spero almeno che proceda con le espulsioni dei clandestini. Se c’è una notizia di reato non vedo come si possa far finta di non vederlo. Sarebbe un’omissione dell’applicazione della legge Bossi-Fini”, ha affermato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, a margine di un convegno del Cnel. “La legge Bossi-Fini prevede che un cittadino extracomunitario irregolarmente presente in Italia venga espulso. Se si tratta di extracomunitari irregolari clandestini - sottolinea il linistro - devono essere espulsi. Se hanno presentato domanda di sanatoria, intendendola così erroneamente, evidentemente avranno presentato i propri dati e denunciato la propria condizione irregolare. Se è così - ha ribadito Maroni - il ministero dell’Interno ha l’obbligo di procedere all’espulsione di questi clandestini”.
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Bari: cpt, ingresso negato al sindaco

Mercoledì, 15 Marzo, 2006

No cpt BariPoche righe, molto istituzionali, e una gran quantità di riferimenti normativi. Poche righe per dire: «No». È la lettera di risposta che il prefetto Tommaso Blonda ha inviato al sindaco Michele Emiliano. Il primo cittadino aveva chiesto al prefetto di essere autorizzato ad entrare nel Cpt per una verifica delle condizioni igienico sanitarie. «Il Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, - si legge nella lettera di Tommaso Blonda - ha reso noto che la verifica delle suddette condizioni della struttura debba essere espletata esclusivamente dal competente Ufficio di Vigilanza della Direzione interregionale della Polizia di Stato». Segue una ricca elencazione di disposizioni, decreti e circolari ministeriali in materia, spiegazioni di legge, articoli, commi modifiche e integrazioni. In parole povere: autorizzazione negata. Emiliano è incredulo.
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500mila le domande presentate per ottenere un permesso di lavoro. 170mila i posti in palio

Mercoledì, 15 Marzo, 2006

Sono oltre mezzo milione le domande gia’ presentate dagli extracomunitari che chiedono un permesso di lavoro. Centinaia di migliaia di extracomunitari in fila
dalla notte scorsa davanti gli uffici postali: a Venezia addirittura da domenica sera, per poter ottenere uno dei 170 mila permessi di lavoro in Italia previsti dalla legge Bossi-Fini. Fatta eccezione di Bergamo e Torino, dove due extracomunitari hanno accoltellato altri due immigrati per una lite nata proprio a seguito della ressa, nel resto dell’Italia non si sono registrate proteste o tensioni, ma tante code che hanno fatto gridare all’opposizione che la “Bossi-Fini” e’ una legge inumana (cosi’ l’ha definita il leader di PRC Fausto Bertinotti) e a cui ha replicato il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu per il quale le code sono state regolari mentre l’allarmismo e’ stato infondato.
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Le code della speranza 1 milione in fila da ieri

Mercoledì, 15 Marzo, 2006

Per accaparrarsi i 170 mila permessi previsti nel decreto flussi 2006, anche a Firenze, alla Posta centrale sotto i portici in via Pellicceria, gli extracomunitari erano in coda sin da mezzogiorno di ieri e anche nelle località più isolate, come ad esempio davanti allo sportello postale di Vitolini (nel comune collinare di Vinci) in diversi hanno preferito passare la notte all’addiaccio, pur di garantirsi i primi posti in lista.
Alla consegna, oggi alle 14:30, è stata rilasciata una ricevuta con la data e l’ora di accettazione. L’ora di accettazione -o meglio il minuto e secondo di accettazione- e’ importante in quanto le domande verranno accettate in base all’ordine in cui sono state presentate. Se piu’ domande sono presentate nello stesso minuto e secondo in due o piu’ uffici postali, si tira a sorte.
Quei pochi secondi che annualmente vengono concessi a cittadini stranieri per entrare regolarmente nel nostro Paese sono una vera e propria lotta contro il tempo. Molti sono costretti ad accamparsi fuori dagli uffici postali il giorno prima, con coperte, sedie, tende, materassini, e magari (come abbiamo visto anche noi) con un bambino appena nato in collo. Infatti, la differenza fra l’essere ammesso o no nel nostro Paese sta tutta nel battere quelli che come te, sono accampati davanti agli uffici postali italiani.
“Avete fatto una visita presso un ufficio postale per verificare come vengono trattati coloro che vogliono abitare e lavorare nel nostro Paese? -domanda Pietro Yates Moretti, consulente Aduc- E’ fondamentale per tutti noi ogni tanto provare un po’ di sana vergogna, di indignazione, per come trattiamo cio’ che riteniamo altro, diverso. Vorremmo che tutti noi facessimo un piccolo salto nei panni di coloro che gia’ hanno un lavoro assicurato (e che nessun italiano vuol fare), ma che sono costretti a raccattare, lottare, umiliarsi, per avere quelle briciole che noi, cittadini italiani, concediamo loro. Sarebbe brutto segno, segnale di disperata rassegnazione, se non riuscissimo piu’ almeno ad arrossire quando loro ci guardano e ci salutano dalle interminabili code di fronte agli sportelli delle poste o delle questure.
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