Archivio di Martedì, 14 Marzo, 2006

Immigrati in coda: polemiche tra i poli

Martedì, 14 Marzo, 2006

Rotondi (Dc): «Ottimi risultati dalla Bossi-Fini». Cento (Verdi): «Vergogna per l’Italia». Bertolini (FI): «Da sinistra sciacallaggio»

Polemiche tra centrosinistra e centrodestra per le code agli uffici postali per la presentazione delle domande di regolarizzazione da parte degli immigrati.
Piero Fassino, segretario Ds: «Le lunghissime file di immigrati che vogliono regolarizzarsi sono la dimostrazione di quanto sia stata propagandistica la politica del centrodestra sull’immigrazione. La Cdl ha fatto credere agli italiani che la clandestinità e l’irregolarità non ci fossero più. In realtà oggi ci troviamo in una condizione particolarmente delicata e difficile che andrebbe affrontata con saggezza e misura». […]
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Caritas: ’servono quote più adeguate’. condanna senza attenuanti contro chi fa incetta dei kit

Martedì, 14 Marzo, 2006

Le resse di immigrati in fila alla Posta in occasione del Decreto flussi? “Ci sono sempre state e continueranno ad esserci, se non ci saranno possibilità di quote adeguate alle esigenze dei diversi contesti territoriali, se le quote verranno considerate da molti (italiani e, purtroppo, anche immigrati) un’occasione di sfruttamento e se non si porrà mano ad alcune modifiche normative”: lo afferma la Caritas italiana, in un comunicato diffuso oggi, nel quale cerca di vedere anche gli aspetti positivi di questo fenomeno: “Gli immigrati hanno un grande desiderio di legalità. Con queste code agli uffici postali dimostrano che vogliono uscire allo scoperto, sanando non poche situazioni di irregolarità”. “Ogni anno nasce questa psicosi delle quote – rileva la Caritas -, ma occorre ricordare che se una persona non riesce a entrare quest’anno in Italia, forse entrerà l’anno prossimo, o anche nel corso dello stesso anno se si interverrà con quote supplementari”. [..]
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Immigrati in fila davanti alle poste per 170.000 posti

Martedì, 14 Marzo, 2006

poste.gifROMA - L’ora x scattera’ oggi, alle 14.30, ma gia’ da ieri (e in qualche caso addirittura durante il week end), davanti agli uffici postali di tutta Italia, si sono formate code di immigrati in attesa di poter regolarizzare la propria posizione lavorativa.

Il ministero dell’Interno ha, infatti, stabilito che le domande per assumere lavoratori extracomunitari, in base alle ‘quote’ fissate (entreranno 170 mila immigrati tra stagionali, 50 mila, e non) possono essere presentate dal primo pomeriggio di oggi agli sportelli di oltre 6.000 uffici postali abilitati.
Lunghe code si sono create durante la notte davanti agli uffici postali. Grandi disagi anche per le temperature rigide in tutta Italia.
Bigliettini e appelli per mettersi in fila davanti ad alcuni uffici postali di Roma, come davanti all’ufficio postale in via Marmorata, nel quartiere Testaccio, dove la coda e’ cominciata alle 12 di ieri
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Immigrati, la grande coda

Martedì, 14 Marzo, 2006

coda filadi Giuseppe Frangi

Sono in migliaia in coda per farsi trovare pronti all’appuntamento fatitidico: quello di oggi, alle ore 14,30, quando agli sportelli postali si potranno consegnare i kit compilati e sperare così di rientrare tra i 170mila posti regolari previsti per gli extracomunitari dal nuovo decreto flussi del governo. Oltre alla precisione nella compilazione e al rispetto dei requisiti, infatti, varrà il diritto di precedenza (stabilita da un sistema informatico unitario nazionale) per chi sarà arrivato prima allo sportello.

Il decreto flussi di quest’anno è un decreto importante, che apre le porte a 70mila stranieri in più rispetto al 2005: la maggioranza riguarda rapporti di lavoro domestici – colf e badanti – per le quali sono previste 45 mila assunzioni. Inoltre l’apertura di oltre 6mila uffici postali rappresenta un passo avanti rispetto alle drammatiche attese che si creavano quando la stessa operazione veniva gestita dagli uffici del lavoro, che sono 120 in tutt’Italia.
Certo fa specie che in un paese sviluppato come l’Italia si debbano vedere persone costrette a procedure così dure e anche umilianti per poter trovare un lavoro. In realtà il vero dramma è quello che si è consumato prima di quelle code e che si continuerà a consumare anche dopo per i tantissimi che non riusiciranno a rientrare tra i 170mila previsti dal decreto. Il rito dei flussi infatti corrisponde in realtà a una sanatoria per i tanti che nel nostro paese sono costretti a vivere nel limbo delle clandestinità.
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