Italiani razzisti soprattutto con gli africani
Martedì, 21 Febbraio, 2006
Rapporto Unar: i «discriminati» provengono da Senegal, Nigeria e Costa d’Avorio.
Il rapporto 2005 dell’Unar del Ministero Pari Opportunità, presentato al Parlamento e al Presidente del Consiglio, nella giornata della Memoria, traccia il panorama dei comportamenti razzisti, dei pregiudizi e delle fobie xenofobe degli italiani. Bilancio di un anno, dal 10 dicembre 2004, del centro di contatto attivo dalle 10 alle 20 al numero gratuito 800.90.10.10, disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, russo, rumeno, cinese mandarino. Con focal point nazionali a Torino, Milano, Padova, Roma, Napoli e Catania, offre assistenza immediata alle vittime di disparità di trattamento e molestie di origine etnica, avvalendosi di funzionari, magistrati ed esperti in scienze giuridiche e sociali. Su 3.438 chiamate, 867 le denunce di discriminazione razziale e 2.571 le informazioni su procedure di ingresso e soggiorno e sulla legislazione sull’immigrazione.
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Kit per gli immigrati, è stato un assalto. Sabato, primo giorno utile per il ritiro dei moduli da compilare per l’ingresso di lavoratori extracomunitari in Italia, gli uffici postali di Bergamo e provincia sono finiti sotto assedio. Nel giro di poche ore le 12.000 buste a disposizione sono state esaurite. Nei prossimi giorni arriveranno le scorte e nessuno rimarrà senza.
Il fenomeno delle migrazioni da un continente all’altro non è né nuovo né destinato ad estinguersi in tempi brevi. Gli sbarchi dei cosiddetti “clandestini” sono spesso il frutto avvelenato determinato da ingiuste forme di sfruttamento riconducibili, nella veste di un moderno ed arrogante neocolonialismo, agli stessi paesi dell’Occidente ricco. Illudersi di bloccare movimenti epocali di queste dimensioni, trasformando il problema politico-sociale delle migrazioni in problema di ordine pubblico, con la crescente militarizzazione delle frontiere e provvedimenti di polizia, significa adottare strategie che mirano alla segregazione e sostanzialmente ad una nuova apartheid.