«C’è un grande potenziale di crescita». Non ha dubbi Hans-Jurgen Koch, dal 2004 amministratore delegato della Deutsche Bank in Svizzera e responsabile dei rapporti con i clienti di fede musulmana: il mercato degli investimenti conformi alle regole della sharia, la legge islamica, farà strada. In una recente intervista al quotidiano finanziario Börsen Zeitung il manager tedesco, con quindici anni di esperienza nelle relazioni con il Medioriente, ha reso note le intenzioni della banca di Francoforte per il prossimo futuro: conquistare il cuore - e il portafogli - dei musulmani. Il sistema bancario islamico si fonda sui principi derivati dal sacro Corano. Ai clienti musulmani non è permesso fare profitti sul denaro: niente interessi, dunque. L’Islam permette il buon prestito (qard-el-hassan), per il quale il prestatore non ottiene alcun vantaggio. Vietato, inoltre, investire soldi in azioni di società che realizzano profitti con il tabacco, l’alcol, la carne suina, il gioco d’azzardo, gli armamenti e la pornografia.
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